Kolašin
A Kolašin l'inverno può arrivare già in ottobre e la neve, sulle piste di Bjelašica, resta compatta fino a maggio: è uno dei tratt...
Updated 9 korrik 2026
Kolašin
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The story of Kolašin
Le origini e la storia di Kolašin
Il nome di Kolašin compare nei documenti a partire dal 1614, quando le autorità ottomane vi fondarono una kasaba fortificata per controllare le vie di comunicazione fra l'Erzegovina e le pianure dello Zeta, in una zona fino ad allora abitata solo da villaggi pastorali sparsi. Per oltre due secoli e mezzo l'insediamento restò un presidio di frontiera conteso fra l'amministrazione ottomana e le tribù montenegrine della regione, teatro di scontri ricorrenti legati al controllo dei pascoli e delle vie del bestiame. Kolašin entrò a far parte del Principato del Montenegro solo nel 1878, dopo il Congresso di Berlino che ridisegnò i confini balcanici, e da centro militare si trasformò progressivamente in mercato e capoluogo amministrativo dell'entroterra settentrionale. Danneggiata durante la Seconda guerra mondiale, fu poi ricostruita in epoca socialista jugoslava, quando iniziò anche il suo sviluppo come stazione di villeggiatura estiva e, in seguito, invernale.
Un clima di montagna, la "Svizzera del Montenegro"
A circa 950 metri sul livello del mare, incassata fra i massicci di Bjelašica, Sinjajevina e Komovi, Kolašin ha un clima continentale di montagna fra i più rigidi di tutto il Montenegro: inverni lunghi e nevosi, con temperature che scendono spesso sotto lo zero già in autunno, ed estati fresche e brevi, ideali per sfuggire all'afa della costa adriatica a poche ore di distanza. È proprio questo contrasto termico rispetto al litorale di Budva o Kotor a valere alla città il soprannome popolare di "Svizzera del Montenegro": aria sottile, boschi di conifere, prati d'alta quota e un'atmosfera alpina che in estate attira chi cerca fresco e silenzio, in inverno chi cerca neve garantita. Le precipitazioni nevose abbondanti, favorite dalla posizione fra le catene montuose, sono anche il motivo per cui l'area è diventata negli ultimi decenni un polo sciistico di riferimento per l'intera regione.
Kolašin 1450, il primo comprensorio sciistico
Kolašin 1450 è il centro sciistico storico della città, sviluppato sul versante di Bjelašica a partire dagli anni Settanta e da allora ampliato con nuovi impianti e piste. Il nome indica l'altitudine di base, circa 1.450 metri, punto di partenza delle seggiovie che salgono verso le cime più alte del massiccio. Le piste, per lo più di difficoltà media, si snodano fra boschi di faggio e abete rosso e regalano scorci sulla vallata sottostante; l'innevamento naturale, storicamente affidabile grazie al clima locale, è stato negli ultimi anni integrato con impianti di innevamento artificiale per allungare la stagione. D'estate lo stesso comprensorio si trasforma in un punto di partenza per escursioni a piedi e in mountain bike verso i pascoli alti e i punti panoramici del massiccio, con rifugi e piccoli ristoranti di montagna aperti tutto l'anno.
Kolašin 1600, il versante più alto e panoramico
Poco distante si trova Kolašin 1600, comprensorio più recente e collocato a quota superiore, che negli ultimi anni ha visto investimenti in nuove seggiovie e impianti moderni per ampliare l'offerta sciistica della città. Da qui si raggiungono alcuni dei punti più alti di Bjelašica, con piste che si aprono su panorami che spaziano fino ai Komovi e, nelle giornate più limpide, verso il Durmitor. La quota più elevata garantisce un manto nevoso più stabile nel corso della stagione rispetto al comprensorio di base, rendendo Kolašin 1600 la scelta preferita degli sciatori più esperti e di chi cerca piste meno affollate. Anche qui, fuori stagione, i sentieri diventano percorsi di trekking verso i laghi glaciali del massiccio e verso i pascoli d'alta quota disseminati di baite in pietra.
Il Parco Nazionale di Biogradska Gora
A pochi chilometri dal centro di Kolašin si estende il Parco Nazionale di Biogradska Gora, uno dei più piccoli ma più preziosi parchi del Montenegro, istituito già nel 1878 quando il re Nikola I Petrović decise di proteggere l'area boschiva donata alla corona dalle tribù locali dopo un contenzioso sui diritti di taglio. È una delle aree protette più antiche d'Europa, e la sua importanza naturalistica è cresciuta nel tempo fino a farne un simbolo della conservazione ambientale montenegrina: al suo interno convivono foreste primarie, laghi glaciali, torrenti e praterie alpine racchiusi in un territorio relativamente compatto, facilmente esplorabile in una o due giornate di escursione anche da chi non è un camminatore esperto.
Il lago di Biograd, cuore del parco
Il lago di Biograd, a circa 1.094 metri di quota, è il più grande dei laghi glaciali del parco e il suo punto di riferimento principale: le sue acque scure, orlate da faggi e abeti secolari che si specchiano sulla superficie, sono raggiungibili con una breve passeggiata dal parcheggio d'ingresso, il che lo rende una delle mete più visitate e fotografate del Montenegro settentrionale. Attorno al lago corre un sentiero pianeggiante che permette di girarlo interamente in poco più di un'ora, mentre percorsi più impegnativi si inoltrano verso gli altri quattro piccoli laghi glaciali sparsi nel parco. È possibile anche noleggiare piccole barche a remi per un giro sull'acqua, un'esperienza semplice ma suggestiva nella quiete della foresta.
La foresta primordiale, una rarità in Europa
Ciò che rende davvero unico Biogradska Gora è il suo nucleo di foresta vergine, uno degli ultimi lembi di foresta primordiale rimasti in Europa insieme a poche altre aree fra i Carpazi e la Polonia orientale: qui gli alberi, alcuni abeti e faggi ultracentenari alti oltre quaranta metri, non sono mai stati tagliati dall'uomo, e i tronchi caduti restano a marcire naturalmente sul suolo, alimentando un ecosistema straordinariamente ricco di funghi, muschi e fauna selvatica, orsi bruni compresi. Camminare lungo i sentieri che si addentrano in questo settore, ben più silenzioso e ombroso delle aree limitrofe, dà la misura di come dovesse apparire gran parte della Dinara boscosa prima dell'intervento umano: un patrimonio che il Montenegro tutela con regole di accesso più rigide rispetto al resto del parco.
Il monastero di Morača
Lungo la strada che collega Podgorica a Kolašin, incassato nel canyon scavato dal fiume Morača, sorge l'omonimo monastero ortodosso, fondato nel 1252 dal principe Stefan Vukanović, nipote del sovrano serbo Stefan Nemanja. La chiesa principale, dedicata alla Vergine, conserva cicli di affreschi che vanno dal XIII al XVII secolo, fra cui spiccano le scene della vita del profeta Elia, considerate fra gli esempi più alti della pittura medievale serba per equilibrio compositivo e uso del colore. Nonostante i danni subiti nei secoli, incluse le incursioni ottomane, il monastero è rimasto un centro spirituale attivo, abitato ancora oggi da una piccola comunità monastica, ed è una tappa quasi obbligata per chi risale la valle del Morača verso l'altopiano di Kolašin.
Il fiume Tara e l'outdoor d'alta quota
Il territorio di Kolašin comprende il tratto superiore del fiume Tara, che nasce proprio dai monti circostanti prima di scavare più a nord-ovest il celebre canyon considerato tra i più profondi al mondo, protetto anch'esso come patrimonio naturale del Montenegro. Anche nei pressi di Kolašin, prima che il fiume raggiunga i tratti più spettacolari del canyon, le sue acque limpide e fredde offrono buone occasioni per la pesca sportiva alla trota e per brevi tratti di kayak, mentre le valli laterali sono percorse da sentieri di trekking e mountain bike che collegano i pascoli di montagna ai villaggi rurali. Per il rafting nel tratto più famoso del canyon, la base di partenza abituale resta più a ovest, verso Šćepan Polje, raggiungibile in un paio d'ore d'auto da Kolašin.
La cucina di montagna
La tavola di Kolašin riflette la sua storia di terra di pastori: piatti semplici, calorici, pensati per chi lavora all'aperto in un clima rigido. Il kačamak, una polenta di farina di mais e patate mantecata con panna acida e formaggio fresco, è il piatto simbolo della cucina montenegrina di montagna, insieme alla cicvara, variante più cremosa a base di farina e formaggio. Non mancano le carni affumicate e stagionate all'aria fredda di quota, i formaggi dei katun preparati ancora secondo metodi tradizionali durante l'alpeggio estivo, il miele di montagna e i frutti di bosco raccolti nei boschi del parco. Nei mesi autunnali, funghi porcini e altre specie selvatiche compaiono nei menù dei ristoranti locali, spesso abbinati a un bicchiere di rakija di prugne o mirtilli prodotta in casa.
Sinjajevina e i dintorni pastorali
A ovest di Kolašin si estende l'altopiano di Sinjajevina, uno dei più vasti sistemi di pascoli montani dei Balcani, punteggiato da katun, gli insediamenti stagionali dove le famiglie di pastori salgono ancora oggi in estate con il bestiame, vivendo per settimane in semplici capanne di legno o pietra. È un paesaggio di praterie ondulate a perdita d'occhio, quasi privo di alberi sopra una certa quota, che offre un contrappunto aperto e luminoso rispetto ai boschi fitti di Biogradska Gora, ed è meta crescente di escursionisti e cicloturisti in cerca di autenticità rurale. Negli ultimi anni l'area è stata al centro di un dibattito nazionale sulla sua tutela ambientale, segno di quanto la comunità montenegrina consideri Sinjajevina un patrimonio identitario da proteggere, non solo un semplice pascolo.
Quando andare e come vivere Kolašin
Kolašin è una meta a doppia stagione. Da dicembre a marzo è l'inverno a farla da padrone, con le piste di Kolašin 1450 e 1600 aperte e innevate e un'atmosfera da baita che si respira nei piccoli ristoranti del centro. Da giugno a settembre il clima fresco d'alta quota, molto più mite della costa, la rende ideale per il trekking al lago di Biograd, le escursioni a Sinjajevina e le gite al monastero di Morača, con giornate lunghe e temperature gradevoli anche a metà giornata. Le mezze stagioni, soprattutto maggio e ottobre, regalano colori intensi nei boschi ma vanno affrontate con qualche precauzione in più per il meteo instabile e i possibili primi o ultimi nevischi in quota.
- Passeggiata intorno al lago di Biograd nella foresta primordiale del parco nazionale
- Una giornata sugli sci fra i comprensori di Kolašin 1450 e Kolašin 1600
- Visita agli affreschi medievali del monastero di Morača nel canyon del fiume omonimo
- Escursione ai pascoli d'alta quota dell'altopiano di Sinjajevina fra i katun dei pastori
- Degustazione di kačamak, formaggi di malga e rakija locale in un ristorante di montagna
- Viaggio panoramico sulla ferrovia Belgrado-Bar con fermata alla stazione di Kolašin
FAQ
Come si arriva a Kolašin?
Quando conviene visitare Kolašin?
Cosa vedere a Kolašin in un giorno?
Kolašin è adatta a famiglie con bambini?
Si può arrivare con il treno?
Dove si parcheggia per il Parco di Biogradska Gora?
Getting there
- Aeroporto di Podgorica, circa 75 km e 1h15-1h30 di auto
- Linea ferroviaria Belgrado-Bar, con stazione a Kolašin, una delle tratte panoramiche più note dei Balcani
- Kolašin si raggiunge in auto da Podgorica risalendo il canyon del fiume Morača lungo la strada principale M2/E80 verso nord, oppure da Mojkovac e Bijelo Polje per chi arriva da est.
- In inverno controllare le condizioni della strada in quota e viaggiare con gomme da neve o catene, obbligatorie per legge nei mesi freddi in Montenegro.
Perfect for
I comprensori di Kolašin 1450 e Kolašin 1600 su Bjelašica offrono piste per tutti i livelli in un clima nevoso fra i più affidabili del Montenegro.
Il Parco di Biogradska Gora custodisce una delle ultime foreste vergini d'Europa e cinque laghi glaciali, primo fra tutti quello di Biograd.
Il monastero di Morača, fondato nel 1252, conserva affreschi medievali fra i più importanti dell'arte serba ortodossa.
Gli altopiani di Sinjajevina raccontano ancora oggi la transumanza estiva nei katun, gli insediamenti stagionali dei pastori montenegrini.
Kačamak, formaggi di malga, carni affumicate e rakija fatta in casa sono il modo più diretto per conoscere la cultura locale.
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