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Durazzo

Duemilaquattrocento anni fa i coloni greci di Corfù e Corinto scelsero questo tratto di costa per fondare Epidamnos, e da allora i...

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Duemilaquattrocento anni fa i coloni greci di Corfù e Corinto scelsero questo tratto di costa per fondare Epidamnos, e da allora il destino di Durazzo è stato segnato da un'unica costante: essere la porta d'ingresso dei Balcani sull'Adriatico. I romani la ribattezzarono Dyrrachium e vi fecero atterrare la Via Egnatia, la grande strada che collegava Roma a Bisanzio; da qui passarono legioni, mercanti, pellegrini e, secoli dopo, le truppe veneziane, ottomane e italiane che si contesero questo scalo strategico. Oggi la provincia di Durazzo, cuore dell'Albania Centrale, è insieme porto commerciale più importante del paese, meta balneare per centinaia di migliaia di villeggianti e scrigno archeologico che racconta duemila anni di storia mediterranea in poche centinaia di metri quadrati di centro storico. Il territorio si allarga dalla città portuale fino a Krujë, arroccata sulle pendici del monte Krujë e culla della resistenza di Skanderbeg contro l'Impero Ottomano, passando per Shijak e i villaggi agricoli della pianura. Qui la spiaggia sabbiosa che corre per chilometri convive con un anfiteatro romano tra i più grandi dei Balcani, i minareti ottomani si specchiano accanto a torri veneziane, e la cucina di mare si intreccia con la pastorizia di montagna. È un luogo che si visita in superficie in un pomeriggio, ma che premia chi si ferma a guardare sotto la crosta di ogni pietra.

Updated 8 korrik 2026

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The story

The story of Durazzo

Dalle origini greche a Dyrrachium romana

Durazzo — Dyrrachium
Foto: a.dombrowski

La fondazione di Epidamnos, nel 627 a.C. circa, si deve ai coloni greci di Corcira (Corfù) e Corinto, attratti da una baia riparata e da un promontorio facile da difendere. Il nome cambiò in Dyrrachium quando Roma, dopo le guerre illiriche del III secolo a.C., ne fece la testa di ponte occidentale della Via Egnatia, l'arteria che in poche settimane di marcia portava fino a Bisanzio. Da questo porto salparono Cicerone in esilio e Giulio Cesare in guerra contro Pompeo, che qui subì una delle sue rare sconfitte nel 48 a.C. Sotto Roma la città raggiunse una popolazione e una ricchezza che oggi è difficile immaginare passeggiando tra le case basse del centro, ma che riaffiora ogni volta che uno scavo edilizio interrompe i lavori per portare alla luce mosaici e terme.

Bisanzio, Venezia e l'arrivo degli ottomani

Durazzo — Venezia
Foto: Anthony van Dyck

Con la divisione dell'Impero Romano, Durazzo passò a Bisanzio e ne divenne uno dei capisaldi occidentali, tanto da essere più volte assediata dai normanni di Roberto il Guiscardo e dai bulgari. Nel XIV secolo la città cadde sotto il controllo della Repubblica di Venezia, che ne rinforzò le mura e vi costruì la torre difensiva ancora oggi visibile sul lungomare. L'arrivo degli ottomani, nel 1501, aprì quattro secoli di dominazione turca durante i quali la città mantenne comunque il suo ruolo di scalo commerciale verso l'Italia. Fu proprio nell'entroterra di questa provincia, sulla rocca di Krujë, che nel XV secolo Giorgio Castriota Skanderbeg guidò per oltre vent'anni la resistenza albanese contro l'avanzata ottomana, diventando il simbolo dell'identità nazionale che ancora oggi anima ogni angolo del paese.

Capitale del regno e ferite del Novecento

Durazzo — Novecento
Foto: Unknown authorUnknown author

Nel 1914, dopo l'indipendenza albanese, Durazzo fu per un breve periodo capitale del neonato principato guidato dal principe tedesco Guglielmo di Wied. Negli anni Venti e Trenta, sotto Re Zog I, la città si arricchì di edifici in stile razionalista italiano, frutto della stretta collaborazione con l'Italia fascista che qui sbarcò le proprie truppe nell'aprile 1939, ponendo fine all'indipendenza albanese fino alla fine della guerra. Il dopoguerra comunista portò industrializzazione del porto e isolamento, mentre il crollo del regime nel 1991 trasformò per mesi Durazzo nel principale punto di imbarco clandestino verso l'Italia, con le immagini delle navi stracariche di profughi che fecero il giro del mondo. Da allora la città ha ricostruito la propria identità attorno al turismo balneare e al porto commerciale, oggi il più trafficato dell'Albania.

L'Anfiteatro romano, il monumento simbolo

Scoperto solo nel 1966 quasi per caso, durante lavori edilizi nel cuore della città vecchia, l'anfiteatro di Durazzo risale al I-II secolo d.C. ed è il più grande dei Balcani, con una capienza stimata di 15-20 mila spettatori. Buona parte della struttura resta ancora sepolta sotto le abitazioni moderne che vi sorsero sopra nei secoli, il che rende la visita un'esperienza quasi archeologica in senso letterale: si scende tra corridoi e gradinate parzialmente interrati, si incontra una piccola cappella bizantina con mosaici dedicata alla Vergine, costruita all'interno della struttura secoli dopo l'abbandono dei giochi gladiatori. È un monumento che convive fisicamente con il tessuto urbano contemporaneo, incastonato tra cortili e panni stesi, ed è per questo che colpisce più di molte rovine isolate.

Le mura bizantine e la Torre Veneziana

Durazzo — Torre Veneziana
Foto: Giovanni Villani

Il perimetro fortificato che un tempo proteggeva Dyrrachium è oggi visibile a tratti lungo il lungomare e nel centro storico: le mura, innalzate in epoca bizantina e più volte rimaneggiate, raggiungevano un'altezza considerevole per resistere agli assedi normanni e slavi. La Torre Veneziana, cilindrica e massiccia, è il tratto meglio conservato e oggi ospita un piccolo caffè panoramico da cui si domina il porto: sedersi qui al tramonto, con le luci delle navi cargo che si accendono all'orizzonte, è uno dei modi più semplici per sentire il peso stratificato della storia cittadina senza bisogno di spiegazioni.

Il Museo Archeologico e i tesori sepolti

Durazzo — Museo Archeologico
Foto: Marcin Konsek

Affacciato sul lungomare, il Museo Archeologico di Durazzo raccoglie i reperti restituiti dagli scavi cittadini: mosaici pavimentali, sarcofagi romani, sculture ellenistiche, corredi funerari e la celebre lastra della Bellezza di Durazzo, un mosaico che raffigura un volto femminile ritenuto tra i più raffinati ritrovati in Albania. Il museo, ridimensionato rispetto alla ricchezza del sottosuolo cittadino ma ben curato, è la tappa giusta per dare un contesto a ciò che si vedrà camminando per le strade, dove capitelli romani riutilizzati come basi di lampioni o inglobati nei muri delle case sono la norma più che l'eccezione.

Krujë, la rocca di Skanderbeg

Durazzo — Skanderbeg
Foto: Leeturtle

A una ventina di chilometri dalla costa, Krujë si arrampica su uno sperone roccioso ai piedi del monte omonimo ed è, insieme a Durazzo, il cuore identitario della provincia. Il castello che domina l'abitato fu il quartier generale da cui Skanderbeg resistette per decenni agli assedi ottomani, e oggi ospita il Museo Nazionale a lui dedicato, ricco di armi, stendardi e ricostruzioni della sua epopea. Ai piedi della fortezza si snoda l'antico bazar ottomano, un budello di botteghe in pietra e legno dove artigiani intagliano ancora oggetti in rame, tessono tappeti e vendono miele di montagna: è uno dei pochi mercati storici albanesi sopravvissuti quasi intatti al Novecento, e merita da solo la deviazione dalla costa.

Le spiagge e il litorale della Riviera

Durazzo — Riviera
Foto: Internet Archive Book Images

La costa della provincia di Durazzo è fatta soprattutto di sabbia fine e bassi fondali, ideale per famiglie e bagni lunghi: dalla spiaggia cittadina di Durrës, animata da stabilimenti e passeggiate serali, si scende verso sud fino a Golem e Kavajë, dove gli hotel si diradano e le dune sabbiose lasciano spazio a tratti più selvaggi punteggiati da pinete. A nord, verso Currila, la costa si fa più rocciosa e permette scorci diversi sul Mar Adriatico. Non è la costa scenografica e frastagliata della Riviera Ionica più a sud, ma la sua forza è proprio l'accessibilità: chilometri di arenile pianeggiante, comodo, attrezzato, perfetto per chi cerca relax più che avventura.

L'entroterra agricolo e i villaggi di Shijak

Durazzo — Shijak
Foto: stampa del diciottesimo secolo

Superata la fascia costiera turistica, la provincia rivela un entroterra agricolo fatto di campi coltivati a ortaggi e frutta, allevamenti e piccoli centri come Shijak, tradizionalmente legato alla produzione di formaggi e latticini. È un paesaggio meno battuto dal turismo di massa, dove le strade secondarie collegano masserie e chiese rurali, e dove il ritmo di vita segue ancora le stagioni agricole più che il calendario balneare. Vale una tappa per chi vuole capire l'Albania che sta dietro le cartoline della costa, fatta di ospitalità diretta e mercati contadini che si tengono nei giorni fissi della settimana.

Sapori e tradizioni popolari

La cucina di Durazzo unisce la tradizione marinara adriatica a quella pastorale dell'entroterra: cozze e pesce alla griglia nei ristoranti del porto, il byrek ripieno di formaggio o spinaci come spuntino onnipresente, il fërgesë a base di peperoni e formaggio, e naturalmente il raki di uva o prugne offerto quasi come rito di benvenuto in ogni casa. Il centro storico conserva un artigianato tessile e orafo di tradizione ottomana, mentre le feste popolari legate al raccolto e alle ricorrenze religiose, cattoliche, ortodosse e musulmane convivono nello stesso calendario, animano l'anno con musiche, balli in cerchio e banchetti collettivi che raccontano meglio di ogni libro la storia multireligiosa di questa terra.

Quando andare e come vivere la provincia

La stagione balneare va da giugno a settembre, con luglio e agosto affollati soprattutto di turisti kosovari e macedoni che riempiono gli hotel della costa; chi cerca temperature calde ma meno folla dovrebbe puntare su giugno o la seconda metà di settembre. Primavera e autunno sono i mesi migliori per dedicarsi a Krujë e all'entroterra, con temperature miti per camminare nel bazar e nei dintorni del castello senza il caldo estivo. Un weekend lungo permette di combinare mare, centro storico di Durazzo e la gita a Krujë; con più tempo a disposizione si può aggiungere una tappa a Tirana, distante meno di un'ora, per chiudere il quadro dell'Albania Centrale.

  • Anfiteatro romano di Durazzo, il più grande dei Balcani
  • Torre Veneziana e tratti delle mura bizantine sul lungomare
  • Museo Archeologico con i mosaici e la Bellezza di Durazzo
  • Castello e Museo Nazionale di Skanderbeg a Krujë
  • Antico bazar ottomano di Krujë
  • Spiagge sabbiose di Durrës e Golem
  • Passeggiata serale sul lungomare del porto
  • Mercati e latticini artigianali di Shijak

FAQ

Come si arriva a Durazzo?
L'aeroporto di riferimento è quello di Tirana (Rinas), a circa 30 minuti d'auto; in alternativa si arriva via traghetto da Bari, Ancona o Trieste direttamente al porto di Durazzo.
Quanto tempo serve per visitare la provincia?
Un giorno pieno basta per il centro storico di Durazzo e l'anfiteatro; con due o tre giorni si aggiungono con calma le spiagge e la gita a Krujë.
Dove parcheggiare in centro a Durazzo?
Il lungomare e le vie attorno all'anfiteatro hanno parcheggi a pagamento custoditi; in alta stagione conviene arrivare al mattino presto.
È adatta a una vacanza con bambini?
Sì, le spiagge sabbiose e basse di Durrës e Golem sono tra le più adatte alle famiglie di tutta la costa albanese.
Vale la pena la gita a Krujë?
Sì, è una delle escursioni più significative dell'Albania Centrale: castello, museo di Skanderbeg e bazar ottomano si visitano in mezza giornata.
Si può visitare con animali al seguito?
Molti stabilimenti balneari e il centro storico sono percorribili con cani al guinzaglio, ma è consigliabile verificare in anticipo con l'hotel scelto.

Getting there

By air
  • Aeroporto Internazionale di Tirana Rinas, circa 30 km da Durazzo
By train
  • Linea ferroviaria Tirana-Durazzo (servizio limitato, verificare orari aggiornati)
By car
  • Superstrada Tirana-Durazzo (circa 35-40 minuti); collegamenti su strada verso Krujë (SH2) e verso sud lungo la costa fino a Golem e Kavajë
Tip
  • In alta stagione estiva la superstrada Tirana-Durazzo e l'ingresso in città possono congestionarsi nel weekend: meglio muoversi nelle prime ore del mattino.

Perfect for

Storia e archeologia

Duemila anni di storia condensati tra anfiteatro romano, mura bizantine e torre veneziana, spesso nascosti sotto il tessuto urbano moderno.

Mare in famiglia

Spiagge sabbiose e fondali bassi lungo tutta la costa, ideali per bambini e soggiorni rilassati.

Identità nazionale

Krujë e il culto di Skanderbeg raccontano il momento fondativo della resistenza albanese contro gli ottomani.

Sapori locali

Cucina adriatica di pesce, byrek e latticini dell'entroterra, con il raki come rito di ospitalità immancabile.

Vita di porto

Il porto commerciale più trafficato d'Albania regala un lungomare vivo, tra navi cargo, caffè e passeggiate serali.

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