Durrës
Nel 627 avanti Cristo, coloni greci provenienti da Corinto e da Corcira misero piede su una lingua di costa adriatica riparata da...
Updated 8 korrik 2026
This season · Korrik · Summer
What to do in Durrës now
The story
The story of Durrës
Da Epidamnos a Dyrrachium: le origini classiche
La fondazione greca dell'VII secolo a.C. nacque da un accordo tra due potenze rivali, Corinto e Corcira (l'odierna Corfù), che scelsero insieme il sito per motivi commerciali: la baia offriva un ancoraggio sicuro e un accesso diretto verso l'interno illirico. Il nome Epidamnos durò fino alla conquista romana, quando i latini lo trovarono di cattivo auspicio per l'assonanza con damnum, danno, e preferirono chiamare la città Dyrrachium. Fu proprio qui che nel 48 a.C. si scontrarono gli eserciti di Cesare e Pompeo in una delle battaglie decisive della guerra civile romana, ricordata da Lucano nella Pharsalia. Da allora la città crebbe come snodo strategico tra due continenti, arricchita da templi, terme e dalla rete stradale che ne faceva la porta orientale dell'impero.
Bisanzio, Venezia e l'impero ottomano

Con la divisione dell'impero romano Dyrrachium passò a Bisanzio, che ne rafforzò le difese dopo devastanti terremoti e incursioni gotiche e slave, costruendo la cinta muraria in mattoni che ancora oggi disegna il perimetro del centro storico. Nel medioevo la città fu contesa da normanni, bulgari e infine dalla Repubblica di Venezia, che la controllò a più riprese tra XIV e XV secolo lasciando la torre difensiva rotonda che porta ancora il suo nome. Nel 1501 cadde sotto il dominio ottomano, che la governò per quasi quattro secoli imprimendole un'impronta urbana fatta di bazar, moschee e case basse in pietra. L'indipendenza albanese del 1912 e la breve stagione da capitale del principato di Guglielmo di Wied, nel 1914, aprirono il capitolo più moderno della sua storia, proseguito poi sotto la monarchia di Zog e, dal dopoguerra, sotto il regime comunista di Hoxha.
L'Anfiteatro Romano, il monumento simbolo
Costruito agli inizi del II secolo sotto l'imperatore Traiano, l'anfiteatro di Durrës poteva ospitare fino a quindicimila spettatori ed è tuttora il più grande mai rinvenuto nei Balcani. Fu riscoperto solo nel 1966, quasi per caso, durante lavori edilizi che portarono alla luce le gradinate sepolte sotto le case del quartiere: un'intera porzione dell'abitato dovette essere in parte demolita per liberare gli scavi, e ancora oggi alcune abitazioni novecentesche convivono a ridosso delle antiche arcate. All'interno di uno dei corridoi si conserva una piccola cappella paleocristiana del IV-V secolo con mosaici parietali policromi raffiguranti figure di santi, una rarità che testimonia la conversione dell'edificio pagano in luogo di culto cristiano nei secoli successivi alla caduta di Roma.
Le mura bizantine e la Torre Veneziana

Il tratto di mura meglio conservato corre lungo il lato che un tempo guardava il mare, con blocchi in pietra e mattoni alti fino a sei metri, rialzati e rinforzati dall'imperatore Anastasio I, nato non lontano da qui, dopo il terremoto del 345. Camminando lungo il perimetro si incontra la Torre Veneziana, una struttura cilindrica in pietra che oggi ospita un piccolo caffè panoramico da cui si domina il centro storico e il porto: un buon punto per capire in un colpo d'occhio come la città sia cresciuta a strati, secolo dopo secolo, senza mai spostarsi dal suo nucleo originario.
Il Castello e il cuore della città vecchia
All'interno della cinta muraria si estende un dedalo di vicoli acciottolati, case basse e piccole piazze che compongono quello che gli abitanti chiamano semplicemente il Castello, sebbene di una vera fortezza autonoma restino solo tracce. Qui si affacciano la moschea Fatih, risalente al periodo ottomano e più volte restaurata, botteghe di artigiani, bar all'aperto e i resti di terme romane pubbliche visibili a cielo aperto in mezzo alle case moderne. È la parte più autentica e meno turistica della città, dove la vita quotidiana albanese convive senza soluzione di continuità con duemila anni di stratificazioni monumentali.
Museo Archeologico e la memoria dei reperti

Affacciato sul lungomare, il Museo Archeologico di Durrës raccoglie una delle collezioni più significative dell'Albania: mosaici pavimentali, sarcofagi in marmo, statuette votive in terracotta e la celebre Beauty of Durrës, un piccolo frammento musivo raffigurante un volto femminile diventato quasi un simbolo cittadino. Le sale ripercorrono in ordine cronologico le fasi greca, ellenistica, romana e bizantina, restituendo un quadro completo di una città che per secoli fu crocevia di merci, idee e popoli lungo le rotte adriatiche.
La Villa di Re Zog e il potere del Novecento
Sulla collina alle spalle della città sorge la residenza estiva fatta costruire negli anni Trenta da Re Zog I, primo e unico monarca dell'Albania moderna, in uno stile sobrio che mescola richiami mediterranei e influenze italiane, coerenti con i legami politici ed economici che il sovrano intratteneva con l'Italia fascista. L'edificio, oggi visitabile solo dall'esterno o in occasione di eventi, domina il porto e offre una prospettiva diversa sulla città, meno archeologica e più legata alle vicende dinastiche e diplomatiche che precedettero l'occupazione italiana del 1939 e la lunga parentesi comunista.
Il porto e il lungomare

Il porto di Durrës è il più trafficato dell'Albania, collegato quotidianamente con Bari, Ancona e Trieste, e rappresenta ancora oggi la porta d'ingresso principale per chi arriva dall'Italia via mare. Il lungomare che si sviluppa a sud del molo alterna palazzine residenziali, ristoranti di pesce e locali serali affollati d'estate da famiglie albanesi e turisti di passaggio: è il luogo migliore per osservare il ritmo quotidiano di una città portuale, tra pescatori che rientrano al mattino e passeggiate serali che si prolungano fino a notte tarda nei mesi caldi.
Le spiagge e la costa sabbiosa
A differenza delle coste rocciose del sud albanese, il litorale di Durrës è basso e sabbioso, e si allunga per chilometri verso sud fino a Golem e oltre, in un susseguirsi quasi ininterrotto di stabilimenti balneari, hotel e villaggi turistici sorti dagli anni Novanta in poi. Le spiagge urbane, comode e ben servite, sono spesso molto frequentate in alta stagione; chi cerca acque più tranquille trova alternative valide spingendosi verso i lidi meno urbanizzati a sud della città, dove il fondale digrada dolcemente ed è adatto anche alle famiglie con bambini piccoli.
Sapori e vita popolare

La cucina di Durrës riflette la sua vocazione marinara e la vicinanza all'Italia: pesce alla griglia, cozze allevate nella baia, byrek salato ripieno di formaggio o spinaci, qofte speziate e un caffè turco servito lento nei bar del centro storico compongono un repertorio gastronomico semplice e diretto. Nei mesi estivi le vie del Castello e il lungomare si animano di bancarelle, musica dal vivo e mercatini serali, mentre l'inverno restituisce alla città un ritmo più raccolto, fatto di caffetterie piene e di pescatori che riparano le reti sul molo.
- Passeggiare tra le arcate dell'Anfiteatro Romano e la cappella paleocristiana con i mosaici
- Salire sulla Torre Veneziana per un caffè con vista sulle mura bizantine
- Visitare il Museo Archeologico e cercare il mosaico della Beauty of Durrës
- Perdersi tra i vicoli del Castello tra botteghe, moschea Fatih e terme romane
- Cenare a base di pesce sul lungomare dopo il tramonto
- Fare base in spiaggia a Durrës o Golem per una giornata di mare sabbioso
Quando andare e come vivere la città
La primavera e l'inizio dell'autunno sono i periodi migliori per visitare Durrës: temperature miti, meno affollamento e luce ideale per fotografare i monumenti. L'estate, soprattutto luglio e agosto, trasforma il lungomare e le spiagge in una meta balneare frequentatissima dagli stessi albanesi, con prezzi più alti e code ai traghetti; è comunque il momento in cui la città vive di più, tra eventi serali e locali aperti fino a tardi. L'inverno, più silenzioso, permette di visitare l'anfiteatro e il museo senza folla, ma molte strutture balneari restano chiuse.
FAQ
Quanto tempo serve per visitare Durrës?
Come si arriva a Durrës dall'Italia?
Dove si parcheggia vicino al centro storico?
Durrës è adatta a una vacanza con bambini?
Meglio dormire a Durrës o spostarsi verso Golem?
Getting there
- Aeroporto Internazionale di Tirana Nënë Tereza, circa 30 km, il principale scalo del paese
- Collegamenti ferroviari limitati verso Tirana; i bus e i furgoni condivisi restano il mezzo più affidabile
- Durrës è collegata a Tirana da una superstrada di circa 35 km percorribile in mezz'ora, e rappresenta il naturale punto di arrivo per chi sbarca dai traghetti provenienti dall'Italia.
- D'estate meglio prenotare in anticipo il traghetto e arrivare in porto con largo anticipo per le lunghe code ai controlli veicolari.
Perfect for
Anfiteatro romano, mura bizantine e museo archeologico offrono una delle concentrazioni di storia antica più dense dei Balcani.
Spiagge sabbiose e basse che si allungano verso Golem, ideali per soggiorni balneari comodi e ben attrezzati.
Vicoli del Castello, bazar, moschea Fatih e vita di porto raccontano l'Albania quotidiana lontano dai circuiti più turistici.
Pesce fresco, cozze locali e byrek da assaggiare nei ristoranti del lungomare o nelle bancarelle serali del centro.
La villa di Re Zog e le vicende del principato del 1914 raccontano la nascita travagliata dell'Albania moderna.
To see
Da vedere a Durrës
Routes · Trovido Route