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Taranto

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Affacciata sulle acque ioniche con l’eleganza malinconica di chi ha visto nascere e tramontare imperi, Taranto è una città che non somiglia a nessun’altra. Definita la "Città dei Due Mari", essa sorge in una posizione geografica prodigiosa, sospesa tra il Mar Grande, aperto verso l’orizzonte del Mediterraneo, e il Mar Piccolo, un bacino interno che per secoli ha custodito segreti di pesca e di navigazione. Questa dualità non è solo fisica, ma rappresenta l’anima stessa di un luogo dove l’archeologia classica convive con l’imponenza della marina militare e le ferite dell'industria moderna. Camminare per Taranto significa attraversare millenni di storia: dalle vestigia della gloriosa capitale della Magna Grecia, unica colonia spartana fuori dalla madrepatria, fino ai vicoli angusti dell’Isola, il nucleo medievale che racchiude tesori barocchi e bizantini. La luce qui ha un riflesso particolare, una tonalità argentea che danza sulle onde e illumina le facciate dei palazzi nobiliari, raccontando di un passato in cui Taranto era la metropoli più ricca e colta dell'Occidente. Oggi, la città si offre al viaggiatore come un libro aperto, talvolta difficile da leggere per le sue contraddizioni, ma profondamente generoso per chi sa guardare oltre la superficie e lasciarsi incantare dal richiamo delle sue sirene e dal profumo salmastro che ne impregna ogni angolo.

Dalla fondazione spartana alla dominazione romana

La genesi di Taranto affonda le radici nel mito e nel rigore di Sparta. Fondata nel 706 a.C. dai Parteni, guidati dall'eroe Falanto, la città divenne rapidamente la perla della Magna Grecia. Grazie alla sua posizione strategica e alla lungimiranza di figure come il filosofo e stratega Archita, Taranto visse secoli di splendore ineguagliabile, eccellendo nelle arti, nella filosofia e nel commercio. Fu l'ultima città greca a resistere all'espansionismo di Roma, capitolando solo dopo le guerre pirriche nel 272 a.C. Sotto il dominio romano, pur perdendo l'egemonia politica, mantenne un ruolo culturale e turistico di rilievo, celebrata da poeti come Orazio per la mitezza del suo clima e la bontà dei suoi vini. La stratificazione storica continua con le dominazioni bizantine, saracene e normanne, che hanno plasmato il volto del borgo antico, rendendolo un labirinto di storia sovrapposta.

Il Castello Aragonese: sentinella sul canale

Taranto — Castello Aragonese

Posto a guardia del canale che unisce i due mari, il Castello Aragonese, noto anche come Castel Sant'Angelo, è uno dei simboli più potenti di Taranto. La struttura attuale, risalente alla fine del XV secolo, fu voluta da Ferdinando d'Aragona su precedenti fortificazioni bizantine e normanne. La sua architettura è un capolavoro di ingegneria militare difensiva, con torrioni bassi e larghi progettati per resistere alle nuove armi da fuoco dell'epoca. Oggi, gestito dalla Marina Militare, il castello è aperto alle visite guidate che permettono di esplorare non solo i bastioni e le sale d'armi, ma anche i livelli ipogei, dove si leggono chiaramente le tracce delle mura greche e delle successive modifiche strutturali. Dalla sua sommità si gode di una vista impareggiabile sul transito delle navi e sul tramonto che infuoca lo Ionio.

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La Cattedrale di San Cataldo: il cuore sacro

Taranto — Cattedrale di San Cataldo

Nel cuore dell'isola antica sorge la Cattedrale di San Cataldo, la più antica di Puglia, un edificio che riassume in sé l'intera vicenda artistica della città. Fondata nel X secolo sui resti di un tempio classico, presenta una facciata barocca di grande impatto, ma l'interno svela una commistione di stili che va dal romanico al bizantino. Il vero gioiello è il Cappellone di San Cataldo, un tripudio di marmi policromi, intarsi e statue che ospita le spoglie del santo patrono di origine irlandese. Sotto il piano di calpestio, la cripta bizantina conserva affreschi medievali di rara bellezza, testimoniando la devozione secolare di una comunità che ha sempre trovato nella fede un porto sicuro contro le tempeste della storia.

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Il Tempio di Poseidone e le colonne doriche

Taranto — Tempio di Poseidone

In piazza Castello, a pochi passi dal ponte girevole, due imponenti colonne doriche svettano come silenziose testimoni della grandezza greca. Sono i resti del Tempio di Poseidone (o forse di Artemide), risalente al VI secolo a.C., il più antico luogo di culto della Magna Grecia giunto fino a noi. Queste colonne, realizzate in carparo locale, facevano parte di un tempio periptero che dominava l'acropoli antica. La loro presenza, incastonata nel tessuto urbano moderno e medievale, crea un cortocircuito temporale di grande suggestione, ricordando a ogni passante che Taranto fu, per secoli, il centro intellettuale e religioso del Mediterraneo occidentale.

Tempio di Poseidone e le colonne doriche — vedi la scheda →

MArTA: il Museo Archeologico Nazionale

Taranto — MArTA

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, universalmente noto come MArTA, è una tappa imprescindibile per comprendere l'importanza della città nel mondo antico. Considerato uno dei musei più importanti al mondo per l'archeologia classica, custodisce i celebri "Ori di Taranto", una collezione straordinaria di gioielli magno-greci di raffinatissima fattura: diademi, orecchini a navicella e anelli che dimostrano l'abilità tecnica degli orafi tarantini. Oltre all'oro, il museo espone una vasta gamma di ceramiche, sculture, mosaici romani e reperti che narrano la vita quotidiana, i riti funebri e le rotte commerciali di una metropoli che dialogava con Atene e l'Oriente.

Il Ponte Girevole: ingegneria e rito

Taranto — Ponte Girevole

Il Ponte Girevole, dedicato a San Francesco di Paola, è l'elemento che definisce lo skyline tarantino e collega l'isola del borgo antico alla terraferma del borgo nuovo. Inaugurato alla fine dell'Ottocento e successivamente modernizzato, il ponte si apre ruotando le sue due braccia metalliche su perni laterali per permettere il passaggio delle grandi navi militari dirette all'Arsenale nel Mar Piccolo. Assistere all'apertura del ponte è un'esperienza rituale per i tarantini e un momento di grande spettacolo per i visitatori: il traffico si ferma, le sirene suonano e la città si divide fisicamente per pochi minuti, celebrando il suo legame indissolubile con la Marina e il mare.

Ponte Girevole — vedi la scheda →

Il Mar Piccolo e il Mar Grande: ecosistemi e mitili

Taranto — Mar Piccolo e il Mar Grande
Foto: Bernard Gagnon

La geografia di Taranto è un capolavoro naturale. Il Mar Piccolo è un bacino interno diviso in due seni, caratterizzato dalla presenza dei "citri", sorgenti sottomarine di acqua dolce che creano condizioni ideali per la mitilicoltura. Qui si coltiva la celebre cozza nera tarantina, presidio di sapore e tradizione. Il Mar Grande, separato dal piccolo dal ponte girevole e dal ponte di pietra, è invece lo specchio d'acqua che guarda alle Isole Cheradi. Questo ecosistema è anche la casa di una storica colonia di delfini; non è raro avvistare i cetacei che nuotano a breve distanza dalla costa, simbolo di una natura che, nonostante le sfide ambientali, continua a rivendicare i propri spazi di bellezza.

Le Isole Cheradi e il litorale

Taranto — Isole Cheradi

L'arcipelago delle Cheradi, composto dalle isole di San Pietro e San Paolo, protegge l'imboccatura del Mar Grande. Mentre l'isola di San Paolo è zona militare interdetta, San Pietro è parzialmente accessibile durante la stagione estiva tramite i battelli dell'Amat. È un paradiso naturalistico di pinete e acque cristalline, un rifugio selvaggio a pochi minuti dal centro urbano. Spostandosi verso sud, il territorio comunale si estende lungo una costa frastagliata che tocca località come San Vito e Talsano, dove scogliere basse si alternano a piccole cale sabbiose, offrendo angoli di relax balneare immersi nella macchia mediterranea.

Tradizioni e fede: la Settimana Santa

Taranto — Settimana Santa
Foto: Ossobe

L'anima profonda di Taranto emerge con prepotenza durante i riti della Settimana Santa, tra i più suggestivi e partecipati d'Italia. Le processioni dell'Addolorata e dei Misteri, che si snodano tra il Giovedì e il Venerdì Santo, sono caratterizzate dal passo lentissimo dei confratelli, la cosiddetta "nazzicata". I perdoni, i penitenti scalzi e incappucciati, percorrono le vie della città in un silenzio rotto solo dalle marce funebri, creando un'atmosfera di devozione quasi ipnotica. È un momento in cui la città si ferma e ritrova le sue radici più autentiche, unendo il sacro al dramma collettivo in una rappresentazione corale di rara intensità emotiva.

Sapori del territorio: la cucina tarantina

La cucina tarantina è una celebrazione dei frutti del mare e della terra. La cozza nera è la regina indiscussa, preparata in infiniti modi: dall'impepata alla gratina, fino al classico abbinamento con i tubettini o nel risotto ai frutti di mare. Ma Taranto è anche terra di eccellenti oli extravergine d'oliva e di vini robusti, come il Primitivo che nasce nelle campagne circostanti. Non si può dire di aver visitato la città senza aver assaggiato le orecchiette con le cime di rapa o i panzerotti fritti, street food d'eccellenza che accompagna le passeggiate serali sul Lungomare Vittorio Emanuele III, un balcone monumentale affacciato sullo Ionio.

Esperienze da non perdere a Taranto

  • Partecipare a un'escursione in catamarano per l'avvistamento dei delfini nel Mar Grande.
  • Esplorare gli ipogei della Città Vecchia, un mondo sotterraneo scavato nella roccia.
  • Passeggiare sul Lungomare al tramonto, ammirando l'architettura razionalista dei palazzi pubblici.
  • Visitare il MArTA per ammirare i raffinatissimi Ori di Taranto.
  • Assaggiare le cozze nere appena pescate in una delle trattorie del borgo antico.
  • Assistere all'apertura del Ponte Girevole, un momento tecnico carico di emozione storica.

Quando andare e come vivere la città

Taranto gode di un clima mediterraneo che la rende visitabile tutto l'anno, ma la primavera e l'inizio dell'autunno sono i periodi ideali per godere della luce migliore e di temperature gradevoli per le lunghe passeggiate. La Pasqua è il momento della massima espressione culturale e religiosa, sebbene la città diventi molto affollata. Per vivere Taranto in modo autentico, occorre abbandonare i pregiudizi legati alla sua immagine industriale e lasciarsi guidare dalla curiosità: perdersi nei vicoli della città vecchia, dialogare con i pescatori e osservare il rito del rientro delle barche sono i modi migliori per entrare in sintonia con lo spirito resiliente e fiero di questa antica capitale del Mediterraneo.

Attività a Taranto

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