Ostuni
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Appollaiata su tre colli alle ultime propaggini della Murgia meridionale, Ostuni appare al visitatore come un miraggio di luce candida che si staglia contro l'azzurro intenso del cielo pugliese e il verde argenteo degli uliveti secolari. Nota in tutto il mondo come la "Città Bianca", questa perla della provincia di Brindisi deve il suo soprannome alla caratteristica colorazione a calce delle abitazioni del suo centro storico, un’usanza nata nel Medioevo non solo per dare luminosità alle strette vie labirintiche, ma soprattutto come naturale disinfettante per contrastare le epidemie di peste. Ostuni è un luogo dove il tempo sembra aver rallentato il suo corso, un dedalo di vicoli, scalinate ripide, archi e corti fiorite che convergono verso la sommità del colle, dominata dalla maestosa mole della Cattedrale. Ma Ostuni non è solo un gioiello architettonico; è una sintesi perfetta tra la civiltà contadina dell'entroterra e l'anima marinara del litorale adriatico. Camminare tra le sue mura significa respirare la storia di popoli che qui hanno lasciato tracce indelebili, dai Messapi ai Romani, dai Bizantini ai Normanni, fino agli Aragonesi. Oggi la città accoglie i viaggiatori con un'eleganza sobria e autentica, offrendo panorami che spaziano dalla distesa di ulivi monumentali fino alla linea sottile del mare all'orizzonte, in un connubio di colori e profumi che rendono l'esperienza di visita profonda e indimenticabile.
Una storia millenaria scolpita nella calce
Le origini di Ostuni affondano in un passato remoto, testimoniato da eccezionali ritrovamenti risalenti al Paleolitico. Tuttavia, sono i Messapi i primi a dare alla città un assetto strutturato, fortificando il colle per difendersi dalle mire espansionistiche dei vicini. Con l'arrivo dei Romani, l'abitato divenne un centro agricolo rilevante, ma fu nel periodo medievale che Ostuni assunse la fisionomia che ancora oggi ci incanta. Dopo la dominazione bizantina e longobarda, furono i Normanni e gli Svevi a dare impulso allo sviluppo urbano e difensivo. Un momento cruciale fu il XVII secolo, quando la città fu colpita dalla peste: l'abitudine di imbiancare le case con la calce si rivelò salvifica, poiché le proprietà antisettiche del materiale limitarono il contagio, consolidando quella tradizione estetica che è diventata il simbolo identitario della città nel mondo.
La Cattedrale di Santa Maria Assunta

Posta sulla sommità del colle più alto, la Basilica Cattedrale è il cuore spirituale e architettonico di Ostuni. Edificata nel XV secolo per volere di Ferdinando d'Aragona e Alfonso II, rappresenta un superbo esempio di stile tardo-gotico con influenze rinascimentali. La facciata è celebre per il suo straordinario rosone, uno dei più grandi d'Europa, composto da tre cerchi concentrici che ospitano ventiquattro raggi riccamente intagliati, al cui centro troneggia la figura del Cristo Sole. All'interno, le tre navate divise da colonne imponenti custodiscono soffitti dipinti che narrano scene dell'Antico Testamento e altari barocchi di pregevole fattura. La cattedrale non è solo un luogo di culto, ma un punto di riferimento visivo che guida lo sguardo da ogni angolo della città vecchia.
Cattedrale di Santa Maria Assunta — vedi la scheda →Piazza della Libertà e la Colonna di Sant'Oronzo

Piazza della Libertà funge da cerniera tra la città moderna e il borgo antico, rappresentando il salotto cittadino per eccellenza. Qui si affacciano palazzi storici di grande rilievo, tra cui l'ex Convento dei Francescani, oggi sede del Municipio. Tuttavia, l'elemento che cattura immediatamente l'attenzione è la Guglia di Sant'Oronzo, eretta nel 1771 come ex voto per aver preservato la città dalla carestia e dalle epidemie. Alta oltre venti metri, questa colonna piramidale in stile barocco è ornata da statue di santi e cherubini, culminando con l'effigie del protettore della diocesi che benedice la popolazione. È il punto di partenza ideale per addentrarsi nelle viuzze del "rione Terra", lasciandosi alle spalle il trambusto della vita quotidiana.
Il Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale

Ospitato nell'antico monastero di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, questo museo è una tappa imprescindibile per comprendere la profondità storica del territorio ostunese. Il reperto più celebre e commovente è senza dubbio la "Donna di Ostuni", lo scheletro di una giovane madre risalente a circa 28.000 anni fa, rinvenuta nella grotta di Santa Maria di Agnano con i resti del suo feto in grembo. La sepoltura, avvenuta con un corredo di conchiglie e ornamenti, testimonia la sacralità del legame materno già nel Paleolitico superiore. Il museo offre un viaggio affascinante attraverso l'archeologia locale, esponendo reperti che documentano la vita quotidiana e i riti religiosi dalle epoche preistoriche fino all'età messapica e romana.
Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale — vedi la scheda →Le Mura Aragonesi e il perimetro difensivo

Cingendo il nucleo antico come un abbraccio protettivo, le mura aragonesi raccontano il passato turbolento di questa terra di frontiera. Originariamente edificate dai Messapi, furono ampliate e rinforzate nel XV secolo per far fronte alle incursioni saracene. Oggi, passeggiare lungo il perimetro delle mura, specialmente sul lato che si affaccia verso il mare, offre una delle esperienze più suggestive di Ostuni. Da qui, lo sguardo spazia sulla Piana degli Ulivi fino a perdersi nell'Adriatico. I torrioni circolari che intervallano la cinta muraria sono stati in parte riadattati come abitazioni o locali suggestivi, mantenendo intatto il fascino di una fortezza che ha saputo trasformarsi in una terrazza panoramica senza eguali.
Il borgo antico: un labirinto di luce

Perdersi tra i vicoli di Ostuni è l'unico modo per coglierne l'essenza più autentica. Il centro storico, chiamato dai locali "La Terra", è un groviglio di strade che salgono e scendono, collegate da scalinate tortuose e interrotte da improvvisi slarghi. Ogni angolo riserva una sorpresa: un portale barocco scolpito nella pietra gentile, una edicola votiva, un balcone traboccante di gerani rossi che contrasta con il bianco accecante delle pareti. Qui la vita scorre ancora con ritmi antichi; non è raro scorgere le donne sull'uscio di casa intente a preparare la pasta o sentire il profumo del sugo domenicale che si diffonde nell'aria. È un'esperienza sensoriale completa, dove il silenzio dei vicoli meno battuti è rotto solo dal vento che soffia dalla costa.
La Piana degli Ulivi e le Masserie

Ai piedi della collina si estende un vero e proprio monumento naturale: la Piana degli Ulivi Millenari. Si tratta di un mare verde dove alberi dalle forme scultoree e contorte, alcuni dei quali risalenti all'epoca romana, testimoniano una cultura olearia millenaria. In questo paesaggio rurale sorgono le masserie, antiche fattorie fortificate che un tempo erano centri di produzione autosufficienti e oggi sono state in gran parte recuperate come dimore di charme o agriturismi. Molte di queste strutture conservano ancora gli antichi frantoi ipogei, scavati nella roccia, dove le olive venivano molite lontano dal calore esterno. Esplorare la piana a piedi o in bicicletta permette di immergersi in un silenzio arcaico, interrotto solo dal frinire delle cicale.
La costa e la Marina di Ostuni

Il litorale di Ostuni si estende per circa venti chilometri, offrendo una varietà di paesaggi marini che spaziano dalle lunghe spiagge di sabbia finissima alle calette rocciose incastonate nella macchia mediterranea. Località come Villanova, con il suo porticciolo dominato da un castello del XIV secolo, rappresentano lo sbocco naturale della città al mare. Più a nord, la Riserva Naturale di Torre Guaceto e le spiagge di Rosa Marina offrono acque cristalline che hanno più volte meritato la Bandiera Blu. Le dune costiere, punteggiate da ginepri secolari e gigli selvatici, costituiscono un ecosistema prezioso da attraversare con rispetto, scoprendo un lato selvaggio e incontaminato della Puglia adriatica.
Tradizioni e sapori del territorio

La cultura di Ostuni si esprime con forza nelle sue festività e nella sua tavola. L'evento più sentito è la Cavalcata di Sant'Oronzo, che si svolge a fine agosto: una solenne processione a cavallo dove cavalieri in costumi d'epoca scortano la statua del santo. In cucina, la semplicità degli ingredienti si trasforma in piatti d'eccellenza. L'olio extravergine d'oliva DOP "Collina di Brindisi" è il re indiscusso, capace di esaltare le orecchiette alle cime di rapa o il purè di fave e cicoria. Da non perdere sono i taralli artigianali, le focacce baresi rivisitate localmente e i panzerotti fritti. Ogni assaggio è un richiamo alla terra e alla genuinità di una tradizione che non ha mai smesso di valorizzare i prodotti dell'orto e del mare.
Esperienze da non perdere a Ostuni
- Ammirare il tramonto dalle mura di via Oronzo Quaranta, quando il bianco della città si tinge di rosa.
- Visitare un frantoio ipogeo per scoprire i segreti dell'estrazione dell'olio d'oliva millenario.
- Perdersi nel dedalo di vicoli del rione Terra senza una meta precisa, scoprendo cortili nascosti.
- Fare un'escursione in bicicletta nel Parco delle Dune Costiere tra ulivi e mare.
- Degustare un calice di vino Ostuni DOC in una delle enoteche ricavate nelle antiche grotte del centro.
- Partecipare a un corso di cucina locale per imparare l'arte delle orecchiette fatte a mano.
Quando andare e come vivere la città

Ostuni è una meta affascinante in ogni stagione, ma per godere appieno della sua bellezza senza la calca estiva, la primavera e l'inizio dell'autunno sono i periodi ideali. In maggio e giugno, la natura circostante è in pieno rigoglio e le temperature permettono lunghe passeggiate. L'estate è vibrante, ricca di eventi culturali e serate animate, ma richiede spirito di adattamento per l'affollamento dei vicoli più famosi. L'inverno, invece, regala un'atmosfera intima e quasi mistica, perfetta per chi cerca il silenzio e vuole osservare la luce radente che gioca con le superfici bianche. Per vivere la città come un locale, il consiglio è di esplorarla al mattino presto o all'ora di cena, quando la pietra respira e la brezza marina risale la collina.