Molfetta
258 attività
Molfetta si svela allo sguardo del viaggiatore come un’apparizione di pietra chiara sospesa sull’azzurro intenso dell’Adriatico. Situata a nord di Bari, questa città non è soltanto uno dei centri portuali più rilevanti della Puglia, ma è un palinsesto di storia, fede e ingegno umano che affonda le radici in un passato millenario. Il suo profilo è inconfondibile, dominato dalle torri gemelle e dalle cupole in asse del Duomo di San Corrado, che sembra emergere direttamente dalle onde. Passeggiare per Molfetta significa perdersi in un labirinto di vicoli medievali che compongono il caratteristico nucleo antico a "spina di pesce", un impianto urbanistico studiato per sfidare i venti e proteggere gli abitanti. Ma Molfetta è anche una città di contrasti armoniosi: l’austero romanico delle sue chiese dialoga con l’esuberanza del barocco, mentre la vita frenetica del porto peschereccio fa eco alla quiete millenaria degli uliveti che abbracciano l’entroterra. Qui, il sacro e il profano si intrecciano in rituali antichi, come le suggestive processioni della Settimana Santa o la festa della Madonna dei Martiri, che trasforma il mare in un palcoscenico devozionale. Con oltre 250 attività censite sul portale, Molfetta si propone come una destinazione vibrante, capace di offrire cultura, natura e una gastronomia che sa di sale e di terra. È una porta aperta verso l'Oriente, un luogo dove ogni pietra racconta di crociati, mercanti e navigatori che hanno reso grande questa perla dell'Adriatico.
Una storia di mare, fede e commerci
L'anima di Molfetta è forgiata da millenni di passaggi. Le prime tracce umane risalgono al Neolitico, concentrate nello straordinario sito del Pulo, ma è nel Medioevo che la città assume una fisionomia definita. Sotto la dominazione normanna e sveva, Molfetta divenne un porto strategico per le rotte verso la Terra Santa, fungendo da punto di imbarco per i crociati e di accoglienza per i pellegrini. Questa vocazione marittima ha segnato il destino della città, che nel corso dei secoli ha saputo resistere ad assedi e incursioni, mantenendo una fiera autonomia. Il periodo aragonese e quello spagnolo hanno poi arricchito il tessuto urbano con palazzi nobiliari e fortificazioni, mentre l'Ottocento ha visto l'espansione fuori dalle mura, con la nascita dei grandi borghi ottocenteschi e lo sviluppo di un'imprenditoria legata alla pesca e alla cantieristica navale.
Il Duomo di San Corrado: sentinella dell'Adriatico

Il Duomo di San Corrado è l'icona assoluta di Molfetta e uno dei massimi esempi di romanico pugliese. Edificato tra la fine del XII e il XIII secolo proprio sul bordo del mare, si distingue per la sua singolare struttura a tre cupole in asse, di diverse altezze, che conferiscono all'edificio un profilo esotico, quasi orientale. Le due alte torri campanarie, una di vedetta e l'altra con funzioni liturgiche, incorniciano il corpo centrale. All'interno, la nudità della pietra calcarea esalta la purezza delle linee e la maestosità delle volte a cupola. È un luogo dove la luce gioca con le ombre, creando un'atmosfera di profonda spiritualità, accentuata dal legame fisico con l'Adriatico che lambisce le sue fondamenta e il cui suono penetra talvolta nel silenzio delle navate.
Duomo di San Corrado — vedi la scheda →La Cattedrale di Santa Maria Assunta

Se il Duomo rappresenta il cuore medievale, la Cattedrale di Santa Maria Assunta incarna l'evoluzione barocca della città. Situata poco distante dal nucleo antico, questa chiesa fu originariamente un collegio gesuitico del XVII secolo e divenne cattedrale nel 1785. La sua facciata imponente e l'interno riccamente decorato contrastano con la severità del Duomo. Custodisce le spoglie di San Corrado di Baviera, il patrono della città, e ospita opere d'arte di pregio, tra cui tele di Corrado Giaquinto, illustre pittore molfettese che portò il nome della sua terra nelle corti più prestigiose d'Europa, da Roma a Madrid. La cattedrale è oggi il centro della vita liturgica cittadina e un punto di riferimento fondamentale per la comunità molfettese.
Cattedrale di Santa Maria Assunta — vedi la scheda →Il Pulo: un anfiteatro nella terra

Poco fuori dal centro abitato si apre il Pulo di Molfetta, una spettacolare dolina carsica di crollo che rappresenta uno dei siti archeologici e naturalistici più importanti dell'intera Puglia. Questo anfiteatro naturale, profondo circa 30 metri e con un perimetro di oltre 500 metri, è stato abitato sin dall'età della pietra, come testimoniano le numerose grotte che ne costellano le pareti. Oltre al valore preistorico, il Pulo conserva le vestigia di un imponente nitriera borbonica del XVIII secolo, utilizzata per la produzione di polvere da sparo. Oggi il sito è un'oasi di biodiversità dove la flora mediterranea cresce rigogliosa tra capperi e carrubi, offrendo un percorso suggestivo che unisce storia geologica, archeologia e natura incontaminata.
Il Torrione Passari e il Borgo Antico

Il Torrione Passari è il baluardo difensivo che più di ogni altro racconta il passato militare e protettivo di Molfetta. Inserito nella cinta muraria che cingeva il borgo antico, questa possente torre circolare si protende verso lo specchio d'acqua del porto. Costruito originariamente per avvistare le imbarcazioni nemiche e difendere la città dalle incursioni saracene, il torrione è stato sapientemente restaurato e oggi ospita mostre d'arte contemporanea e installazioni culturali. Dalla sua sommità si gode di una vista impareggiabile che spazia dalle barche dei pescatori ormeggiate sotto le mura fino all'orizzonte infinito, permettendo di cogliere l'armonia tra l'architettura in pietra e l'elemento acquatico che definisce l'identità molfettese.
Torrione Passari e il Borgo Antico — vedi la scheda →La Basilica della Madonna dei Martiri

Legata a doppio filo alla storia delle Crociate, la Basilica della Madonna dei Martiri sorge su un antico ospedale per i pellegrini di ritorno dalla Terrasanta, fondato dai Normanni. Al suo interno è venerata un'icona bizantina che, secondo la tradizione, fu portata a Molfetta dai crociati nel 1188. La chiesa, ricostruita in forme neoclassiche nel XIX secolo, è il fulcro di una devozione popolare immensa che supera i confini cittadini. Ogni anno, l'8 settembre, la statua della Madonna viene portata in processione sulle barche dei pescatori nel porto, in un rito collettivo che unisce la fede religiosa all'identità marinara, attirando migliaia di emigrati che tornano in città proprio per onorare la loro protettrice.
Basilica della Madonna dei Martiri — vedi la scheda →Paesaggio tra scogliere e uliveti
Il paesaggio molfettese è un binomio indissolubile tra mare e campagna. La costa è caratterizzata da scogliere basse e calette di ciottoli dove l'acqua assume sfumature cristalline, ideali per chi cerca un contatto diretto con l'Adriatico lontano dalle spiagge sabbiose. Verso l'interno, il territorio si trasforma in un mare d'argento: distese infinite di ulivi secolari, delimitati dai caratteristici muretti a secco, definiscono un orizzonte rurale di rara bellezza. Questa terra fertile non regala solo l'olio extravergine d'oliva "Terra di Bari" di altissima qualità, ma ospita anche antiche masserie fortificate, che testimoniano l'organizzazione agricola dei secoli passati e offrono oggi rifugio a chi cerca una connessione autentica con la natura pugliese.
Tradizioni e sapori del territorio
La cultura molfettese si esprime con forza nei riti della Settimana Santa, tra i più suggestivi del Sud Italia, caratterizzati dal passo dondolante dei portatori di statue e dal suono malinconico delle marce funebri che risuonano nel borgo antico. Ma la tradizione passa inevitabilmente anche dalla tavola. La cucina locale è un inno alla freschezza del mare e alla genuinità della terra. Il piatto simbolo è il "calzone molfettese", una saporita focaccia ripiena di merluzzo, cipolle sponsali, olive e uvetta, che racchiude in un morso la storia commerciale e contadina della città. Non mancano i frutti di mare crudi, i "pizzicotti" e i dolci legati alle festività, come le cartellate intinte nel vincotto di fichi.
Esperienze da non perdere
- Perdersi tra i vicoli a spina di pesce del Borgo Antico durante l'ora del tramonto.
- Visitare il mercato ittico all'alba per respirare l'anima marinara e commerciale della città.
- Fare una passeggiata sul molo foraneo per ammirare il profilo delle cupole del Duomo dal mare.
- Esplorare le grotte e i sentieri botanici del Pulo di Molfetta con una guida esperta.
- Assistere alla Sagra a Mare della Madonna dei Martiri l'8 settembre per vivere il folklore locale.
- Degustare l'olio extravergine d'oliva direttamente in un frantoio ipogeo o in una masseria.
Quando andare e come vivere la città
Molfetta accoglie i visitatori tutto l'anno, ma la primavera e l'inizio dell'autunno sono i momenti ideali per godere del clima mite e della luce tersa che esalta il bianco della pietra calcarea. Il periodo di Pasqua è perfetto per chi vuole immergersi nel folklore religioso e nelle processioni notturne, mentre settembre offre l'emozione vibrante della festa patronale. L'estate è vivace e ideale per chi desidera combinare visite culturali e relax sulle coste adriatiche, approfittando dei numerosi eventi che animano il porto e le piazze del borgo. La città è facilmente raggiungibile in treno o in auto da Bari, rendendola una tappa imprescindibile di ogni itinerario alla scoperta della Puglia centrale.