Sitia
Nel 1508 un violento terremoto rase quasi al suolo l'abitato che sorgeva su questo tratto di costa nell'estremità orientale di Cre...
Aggiornato il 8 luglio 2026
In questa stagione · Luglio · Estate
Cosa fare a Sitia adesso
Il racconto
La storia di Sitia
Dalle origini minoiche a Itanos: una storia di confine
L'area di Sitia era abitata già in epoca minoica, come dimostrano gli scavi del sito di Petras, poco a est del centro moderno, dove dagli anni Ottanta l'archeologa Metaxia Tsipopoulou ha portato alla luce un piccolo palazzo con archivi di tavolette in Lineare A, magazzini e una necropoli che raccontano una comunità organizzata fin dal III millennio a.C. In epoca greca e romana il ruolo di riferimento passò alla vicina Itanos, città-stato sulla punta più orientale dell'isola, il cui porto ne fece per secoli uno snodo commerciale conteso tra le potenze dell'Egeo. Sitia stessa, allora chiamata Eteia, restò un centro minore ma vitale, erede di quella rete di scambi che legava Creta al Vicino Oriente.
Con il passaggio a Bisanzio e poi alla Repubblica di Venezia, che dal XIII secolo governò l'isola come colonia strategica, Sitia crebbe d'importanza come porto di controllo verso il Dodecaneso. Fu proprio in questo periodo che la città subì i colpi più duri della sua storia: saccheggi corsari, epidemie ricorrenti e, nel 1508, il terremoto che ne distrusse gran parte dell'abitato costringendo i veneziani a un'opera di ricostruzione durata decenni.
Venezia, i pirati e la fortezza Kazarma
Il simbolo più riconoscibile della Sitia veneziana è la Kazarma, la fortezza cinquecentesca che sovrasta il porto vecchio da un'altura rocciosa. Il nome deriva dall'italiano "casa d'arme", a indicarne la funzione di caserma e presidio contro gli attacchi dal mare, in un'epoca in cui le coste cretesi erano bersaglio costante di incursioni piratesche e ottomane. Danneggiata a sua volta dal sisma del 1508 e più volte rimaneggiata, oggi la struttura ospita concerti e rappresentazioni all'aperto nei mesi estivi, mantenendo vivo quel ruolo di presidio della vita pubblica che aveva già in epoca veneziana. Salire fin lassù al tramonto, con la vista che spazia sul golfo e sui tetti del centro storico, resta uno dei modi migliori per capire perché i veneziani scelsero proprio questo sperone per difendere la città.
Il Monastero di Toplou, sentinella fortificata dell'entroterra
A una ventina di chilometri dal centro, isolato in un altopiano semidesertico battuto dal vento, sorge il Monastero di Panagia Akrotiriani, universalmente noto come Moni Toplou: il nome, di origine turca, significa "con il cannone", memoria delle artiglierie che un tempo ne difendevano le mura contro pirati e predoni. Fondato probabilmente nel XIV-XV secolo, il monastero ha svolto per secoli un doppio ruolo, spirituale e difensivo, e durante l'occupazione ottomana e nella Seconda guerra mondiale fu anche centro di resistenza clandestina. Al suo interno si conserva "Megas Eimi", un'icona settecentesca considerata tra i capolavori della pittura post-bizantina cretese per la ricchezza narrativa delle sue scene minute, oltre a una collezione di manoscritti, incisioni e paramenti liturgici. Il monastero possiede ancora vasti terreni agricoli, dove produce un proprio olio e un proprio vino, venduti nella bottega annessa alla visita.
La foresta di palme di Vai e il Geoparco di Sitia
Sulla costa nord-orientale, non lontano da Itanos, si estende la foresta di Vai, la palmeto naturale più esteso d'Europa: migliaia di esemplari di Phoenix theophrasti, palma endemica cretese distinta da quella da datteri, crescono qui fitte fino quasi a lambire una delle spiagge più fotografate dell'isola, con sabbia dorata e acque turchesi incorniciate dal verde intenso delle fronde. L'area è protetta come riserva naturale e rientra nel più ampio Geoparco di Sitia, riconosciuto dall'UNESCO come Global Geopark per la varietà delle sue formazioni geologiche: gole calcaree, faraglioni, grotte marine e un paesaggio carsico che racconta milioni di anni di storia della crosta terrestre. Percorrere i sentieri del geoparco, spesso segnalati con pannelli informativi, è un modo per capire come geologia, biodiversità e insediamento umano si siano intrecciati in questo angolo remoto di Creta.
Il litorale orientale: vento, silenzio e spiagge diverse tra loro
La costa che si sviluppa a est e a sud di Sitia è tra le meno urbanizzate di Creta e offre un campionario sorprendente di ambienti marini. A Kouremenos, pochi chilometri a nord, un vento costante e regolare ha reso questa baia una delle mete più rinomate del Mediterraneo per il windsurf e il kitesurf, con scuole attrezzate e un litorale di ciottoli e sabbia aperto sul mare di Karpathos. Più vicino al centro, la spiaggia di Chiona regala acque calme e basse ideali per le famiglie, mentre a sud, oltre le montagne, Xerokampos conserva un'atmosfera isolata fatta di calette sabbiose raggiungibili con strade panoramiche tra uliveti terrazzati e villaggi che vivono ancora al ritmo dell'agricoltura.
Vino, uvetta e la tavola di Sitia
Il territorio di Sitia ha una lunga tradizione vitivinicola, riconosciuta dalla denominazione d'origine protetta "Sitia", che valorizza vitigni autoctoni come il Liatiko per i rossi e la Vilana per i bianchi, coltivati sui pendii che digradano verso il mare. Tra fine Ottocento e inizi Novecento la città fu inoltre un importante porto di esportazione di uva passa, tanto da guadagnarsi fama commerciale in tutto il Mediterraneo orientale; quella vocazione contadina si ritrova ancora oggi nell'olio extravergine, nei formaggi di pascolo e nei dolci a base di miele e mandorle serviti nelle taverne del lungomare. Ogni estate la città celebra le proprie radici culturali con il festival Kornaria, rassegna di musica, teatro e danza dedicata a Vitsentzos Kornaros, il poeta cretese autore dell'Erotokritos, legato per tradizione familiare a questa parte dell'isola: concerti, rievocazioni e spettacoli animano per settimane piazze e cortili storici.
- Salire alla fortezza Kazarma al tramonto per la vista sul porto vecchio
- Visitare il Monastero di Toplou e l'icona Megas Eimi
- Fare il bagno tra le palme della spiaggia di Vai, arrivando presto per evitare la folla
- Provare windsurf o kitesurf nella baia di Kouremenos
- Esplorare gli scavi minoici di Petras e il piccolo museo archeologico di Sitia
- Percorrere un sentiero del Geoparco UNESCO tra gole e formazioni carsiche
- Degustare i vini DOP Sitia in una cantina locale o direttamente al monastero di Toplou
- Passeggiare la sera lungo il porto tra le taverne di pesce
Domande frequenti
Quanti giorni servono per visitare Sitia e dintorni?
Qual è il periodo migliore per andare?
Come si arriva alla spiaggia di Vai e conviene andarci presto?
Sitia è adatta a chi viaggia con bambini?
Dove si parcheggia in centro a Sitia?
Sitia è comoda come base per visitare l'estremità orientale di Creta?
Come arrivare
- Aeroporto di Sitia (JSH), scalo regionale a circa 1 km dal centro, con voli stagionali interni
- Aeroporto Internazionale di Heraklion "Nikos Kazantzakis", a circa 130 km / 2 ore e 15 minuti d'auto
- Da Heraklion si segue la strada costiera nazionale verso est passando per Agios Nikolaos e Ierapetra; il tragitto attraversa paesaggi collinari e tratti panoramici sul Golfo di Mirabello prima di scendere verso Sitia.
- Il porto di Sitia ha collegamenti via traghetto con Kasos, Karpathos e Rodi: utile per chi vuole proseguire il viaggio verso il Dodecaneso senza tornare a Heraklion.
Perfetto per
Kouremenos è tra le baie più affidabili del Mediterraneo per vento costante, ideale per windsurf e kitesurf, mentre Vai e Chiona regalano bagni più tranquilli.
Petras, Itanos e il museo archeologico di Sitia raccontano quattromila anni di storia, dalle prime comunità minoiche alle città greche di confine.
Il Geoparco UNESCO di Sitia e la palmeto di Vai offrono paesaggi unici in Europa, tra gole carsiche, coste rocciose e l'unica foresta di palme autoctone del continente.
Il festival Kornaria, il Monastero di Toplou e la produzione di vino DOP Sitia mantengono viva un'identità contadina e letteraria radicata nel territorio.
Lontana dai flussi di massa della costa nord di Creta, Sitia si presta a un turismo lento fatto di passeggiate al porto, degustazioni e spiagge poco affollate.
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