Plakias
Nel maggio del 1941, mentre l'isola cadeva sotto l'occupazione tedesca, migliaia di soldati britannici, australiani e neozelandesi...
Aggiornato il 8 luglio 2026
In questa stagione · Luglio · Estate
Cosa fare a Plakias adesso
Il racconto
La storia di Plakias
Dal villaggio di pescatori al rifugio dei viaggiatori
Plakias non compare tra i centri illustri della Creta antica o veneziana: per secoli fu poco più che un approdo di pescatori legato ai villaggi dell'entroterra, Mirthios su tutti, da cui dipendeva amministrativamente ed economicamente. La svolta arriva negli anni Settanta, quando la strada che collega la costa sud a Rethymno e Spili viene migliorata e i primi viaggiatori indipendenti, spesso reduci dalle rotte hippie verso l'Asia, scoprono questa baia isolata e la sua spiaggia lunghissima. Da allora Plakias si è sviluppata come meta di un turismo diverso da quello della costa nord: più giovane, più naturalistico, legato al trekking, alle immersioni e alla scoperta lenta del territorio, con un'edilizia che raramente supera i due piani e mantiene ancora oggi un profilo contenuto rispetto a Chania o Malia.
La spiaggia e il fronte mare del paese

Il litorale di Plakias è un lungo arco di sabbia mista a ciottoli che si estende per oltre un chilometro, bagnato dal mare Libico, il tratto di Mediterraneo che separa Creta dalla costa africana e che porta con sé acque limpide, spesso più calde rispetto a quelle della costa settentrionale. Il fondale digrada dolcemente, rendendo la spiaggia adatta anche alle famiglie, mentre l'estremità occidentale, ai piedi delle prime alture rocciose, offre scorci più selvaggi. Il lungomare, con le sue taverne a pochi passi dall'acqua, resta il cuore della vita serale del paese: un susseguirsi discreto di locali a conduzione familiare dove il pesce del giorno arriva ancora dalle barche ormeggiate nel piccolo porto.
Damnoni e le calette a est del paese
Poco oltre il promontorio orientale di Plakias, raggiungibile in auto o con una camminata panoramica, si apre la baia di Damnoni, una delle spiagge più fotografate della costa sud: sabbia dorata, acque turchesi e una scogliera che la ripara dal vento. Proseguendo si incontrano insenature più piccole e appartate, come Ammoudi e Souda, quest'ultima raggiungibile solo a piedi o in barca, amata da chi cerca un bagno lontano dai ombrelloni. Questo susseguirsi di calette, ciascuna con un proprio carattere, è uno dei motivi per cui molti visitatori scelgono Plakias come base per più giorni, spostandosi ogni mattina verso una spiaggia diversa.
Il monastero di Preveli e la sua storia

A una ventina di minuti d'auto da Plakias, arroccato su un altopiano affacciato sul mare Libico, sorge il monastero di Moni Preveli, uno dei luoghi simbolo della Creta meridionale. Le sue origini risalgono almeno al Seicento, ma la sua fama è legata soprattutto alla storia più recente: durante l'occupazione nazista, i monaci nascosero e aiutarono a fuggire decine di soldati alleati rimasti intrappolati sull'isola dopo la battaglia di Creta del 1941, un gesto di resistenza silenziosa che il monastero ricorda ancora oggi con un piccolo museo e memoriali dedicati. L'edificio attuale, con il suo chiostro sobrio e la chiesa dedicata a San Giovanni Teologo, custodisce anche una preziosa croce reliquiario e offre dal piazzale una delle viste più ampie su tutta la costa.
La palmeta e la spiaggia di Preveli
Ai piedi del monastero, dove il fiume Megalopotamos raggiunge il mare, si trova uno dei paesaggi più insoliti di Creta: una foresta di palme di Theophrastus, specie autoctona rara in Europa, che cresce lungo il corso d'acqua fino a incontrare la spiaggia. Il contrasto tra il verde intenso della palmeta, il laghetto d'acqua dolce alle sue spalle e la sabbia che si apre sul mare Libico ha reso questo luogo, noto come Palm Beach o spiaggia di Preveli, una delle immagini più riconoscibili dell'isola. Si raggiunge scendendo un sentiero scosceso oppure via mare con piccole imbarcazioni che partono da Plakias nei mesi estivi, un'alternativa comoda per chi non vuole affrontare la ripida discesa.
La gola di Kourtaliotiko

La strada che scende verso Plakias attraversa la gola di Kourtaliotiko, un canyon stretto e spettacolare scavato nella roccia calcarea, che prende il nome dal rumore del vento che rimbalza tra le pareti, il ''kourtalisma''. Il percorso a piedi lungo il fondo della gola conduce fino alla sorgente di Kefalovrisi, dove una cascata alimenta uno specchio d'acqua fresca circondato da platani, un'oasi verde in un paesaggio altrimenti brullo. È una delle escursioni più accessibili della zona, adatta anche a chi non è un camminatore esperto, e regala un assaggio della Creta meno turistica, fatta di pastori, capre e silenzio.
Myrthios, il balcone sulla baia
Arroccato sulle colline che sovrastano Plakias, il piccolo villaggio di Myrthios offre quello che in paese manca: la visione d'insieme. Da qui la baia si apre come in una fotografia aerea, con il paese, la spiaggia e il promontorio di Damnoni disposti in sequenza fino all'orizzonte del mare Libico. Le case in pietra, le taverne con terrazza panoramica e il ritmo lento delle strade strette raccontano la Creta rurale che ha preceduto il turismo costiero, e una passeggiata serale fin quassù, magari per il tramonto, resta una delle esperienze più consigliate a chi soggiorna a Plakias.
La gola di Kotsifou verso l'entroterra

A pochi chilometri da Plakias, in direzione di Spili e Rethymno, si apre un'altra gola spettacolare, quella di Kotsifou, attraversata da una strada scavata nella roccia che collega la costa sud all'entroterra montuoso. Le sue pareti verticali, alte anche centinaia di metri, custodiscono piccole cappelle bizantine incastonate nella roccia e resti di antichi sentieri usati dai pastori. È un passaggio obbligato per chi vuole allontanarsi dalla costa e scoprire i villaggi di montagna, con i loro uliveti terrazzati e le fontane pubbliche ancora in uso.
Il paesaggio tra montagna e mare Libico
Ciò che rende unico il territorio di Plakias è la vicinanza estrema tra due mondi: in pochi minuti si passa dalla sabbia della spiaggia alle pendici aride delle montagne che chiudono l'orizzonte a nord, propaggini meridionali del massiccio dell'Ida e dei monti Kedros. Questo entroterra, punteggiato di ulivi, carrubi e macchia mediterranea, è attraversato da una rete di sentieri escursionistici, tra cui un tratto del celebre E4, il percorso a lunga distanza che attraversa l'intera Creta. Il mare Libico stesso ha un carattere diverso da quello dell'Egeo settentrionale: più caldo, più mosso nelle giornate di vento meltemi, con un colore che vira dal turchese al blu profondo pochi metri al largo.
Tradizioni, sapori e vita del villaggio

La cucina che si trova nelle taverne di Plakias e dei villaggi vicini è quella cretese più autentica: dakos a base di pane d'orzo, formaggio fresco e pomodoro, kalitsounia ripieni di erbe selvatiche o formaggio, lumache di terra cucinate con rosmarino, agnello e capra alla griglia accompagnati dal raki, la grappa locale distillata dalle vinacce che chiude ogni pasto come gesto di ospitalità. L'olio d'oliva degli uliveti che circondano il paese, spesso di produzione familiare, e il miele di timo raccolto sulle montagne vicine restano i prodotti più identitari della zona, insieme alle erbe di montagna essiccate che si trovano nei piccoli negozi del paese.
Quando andare e come vivere Plakias
La stagione balneare si estende da maggio a ottobre, con i mesi centrali di luglio e agosto più affollati ma anche più vivaci, mentre giugno e settembre offrono lo stesso mare caldo con temperature più miti e meno visitatori, ideali per le escursioni nelle gole vicine. In inverno il paese si svuota quasi completamente e molte attività chiudono, ma resta un'esperienza suggestiva per chi cerca la Creta più autentica, con le montagne innevate sullo sfondo. Il ritmo consigliato è lento: Plakias si presta a soggiorni di più giorni, alternando spiaggia, escursioni brevi e serate nelle taverne del lungomare.
- Fare il bagno alla spiaggia di Plakias e proseguire verso le calette di Damnoni e Souda
- Visitare il monastero di Moni Preveli e il suo museo dedicato alla resistenza cretese
- Scendere alla foresta di palme e alla spiaggia di Preveli, a piedi o in barca
- Percorrere a piedi la gola di Kourtaliotiko fino alla sorgente di Kefalovrisi
- Salire a Myrthios per il tramonto sulla baia
- Attraversare in auto la gola di Kotsifou verso i villaggi di montagna
- Cenare a base di pesce fresco in una taverna sul porto di Plakias
Domande frequenti
Come si raggiunge Plakias?
Quanti giorni servono per visitare Plakias e dintorni?
Plakias è adatta alle famiglie con bambini?
Dove si parcheggia in paese?
Si può visitare la spiaggia di Preveli senza auto?
È possibile portare il cane in spiaggia a Plakias?
Come arrivare
- Aeroporto di Chania (Souda) – circa 90 km, 1h30 d'auto
- Aeroporto di Heraklion (Nikos Kazantzakis) – circa 100 km, 1h45 d'auto
- Da Rethymno si scende verso sud lungo una strada di montagna che attraversa Spili e la gola di Kotsifou (circa 40 minuti); da Chania e Heraklion si segue l'asse nord-sud fino a Rethymno e poi la stessa direttrice verso la costa meridionale.
- A Creta non ci sono treni: il modo più pratico per muoversi tra Plakias, il monastero di Preveli e le gole vicine resta l'auto a noleggio, prenotata con anticipo in alta stagione.
Perfetto per
Spiagge lunghe e calette appartate sul mare Libico, con acque calde e fondali adatti a tutti.
Gole, sorgenti e la rara foresta di palme di Preveli, tra le meraviglie naturalistiche più intense di Creta.
Il monastero di Preveli e il suo ruolo nella resistenza cretese durante la Seconda guerra mondiale.
Sentieri tra le gole di Kourtaliotiko e Kotsifou e un tratto del percorso E4 che attraversa l'isola.
Taverne di pesce sul porto e sapori dell'entroterra cretese, dall'olio d'oliva al raki.
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