Misiria
Il nome Misiria non compare tra le grandi pagine della storia di Creta: per secoli è stato poco più che un casale di pescatori e c...
Updated 8 July 2026
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The story
The story of Misiria
Dalle origini minoiche alla Creta veneziana
Creta è la culla della civiltà minoica, la prima grande civiltà europea, fiorita tra il terzo e il secondo millennio avanti Cristo attorno ai palazzi di Cnosso, Festo e Malia. Il territorio di Rethymno, in cui oggi ricade Misiria, fu abitato fin da quell'epoca, anche se i grandi siti archeologici dell'isola si concentrano più a est. Dopo il declino minoico e la parentesi romana e bizantina, Creta passò nel 1204 sotto il dominio della Repubblica di Venezia, che la governò per oltre quattro secoli col nome di Regno di Candia. Fu allora che Rethymno divenne un porto fortificato di primo piano, mentre i villaggi costieri circostanti, tra cui i primi nuclei che daranno origine a Misiria, restavano piccoli insediamenti agricoli e di pesca al servizio della città.
Il dominio ottomano e le trasformazioni dell'entroterra

Nel 1646 Rethymno cadde sotto l'assedio ottomano, ultimo atto di una conquista che nel giro di pochi anni portò tutta Creta sotto il controllo della Sublime Porta. Il dominio turco, durato più di due secoli, trasformò profondamente il paesaggio urbano di Rethymno, arricchendola di moschee, minareti e fontane, ma lasciò l'entroterra rurale sostanzialmente fedele alle sue vocazioni agricole: olivi, vigne e piccoli orti che ancora oggi disegnano le colline alle spalle di Misiria. Furono anche i secoli delle rivolte cretesi, sempre represse ma mai sopite, che prepararono il terreno all'insurrezione ottocentesca e, infine, all'unione dell'isola alla Grecia nel 1913, dopo un periodo di autonomia sotto le grandi potenze europee.
La Battaglia di Creta e la memoria del Novecento
Il Novecento portò a Rethymno uno dei capitoli più drammatici della storia cretese: la Battaglia di Creta del maggio 1941. Le truppe paracadutiste tedesche tentarono di impadronirsi della pista d'atterraggio a est della città, difesa da reparti greci e da battaglioni australiani e neozelandesi che inflissero perdite pesantissime agli attaccanti prima di essere sopraffatti. Nei giorni successivi l'intera fascia costiera che oggi comprende Misiria fu teatro di scontri e rastrellamenti, seguiti da atti di rappresaglia che colpirono duramente la popolazione civile. La memoria di quei giorni resta viva nei piccoli monumenti e nei cimiteri di guerra sparsi nella zona, testimonianza silenziosa di una resistenza che i cretesi ricordano ancora con orgoglio.
La spiaggia di Misiria

Il vero motivo per cui Misiria è oggi conosciuta oltre i confini di Rethymno è la sua spiaggia: una lunga distesa di sabbia dorata mista a ciottolo fine, che si allunga senza interruzioni verso Platanes a ovest e verso Adele e Scaleta a est, in un unico litorale lungo diversi chilometri. Il fondale digrada dolcemente, rendendo l'acqua ideale per le famiglie con bambini, mentre le bandiere blu assegnate a più tratti della costa certificano la qualità delle acque. Dietro la battigia si è sviluppata negli ultimi decenni la fascia di hotel, resort e appartamenti che oggi caratterizza Misiria, ma la spiaggia conserva ancora tratti liberi dove di ombrelloni non ce ne sono, solo sabbia, tamerici e il rumore del mare.
Rethymno e la Fortezza veneziana
A pochi chilometri da Misiria si apre il centro storico di Rethymno, uno dei meglio conservati di Creta. Domina la città la Fortezza, immensa cittadella costruita dai veneziani tra il 1573 e il 1580 per difendersi dagli assalti dei pirati barbareschi e dei turchi: dentro le sue mura, che si estendono per oltre un chilometro, sorgono ancora il duomo, i resti delle antiche chiese e, curiosamente, la moschea del Sultano Ibrahim risalente al periodo ottomano. Ai piedi della fortezza si sviluppa la città vecchia, un dedalo di viuzze veneziane con balconi in legno, la fontana Rimondi del 1626 e il minareto della moschea dei Neratze, oggi sala da concerti, mentre il piccolo porto veneziano con il suo faro egizio resta uno degli scorci più fotografati dell'isola.
Il Monastero di Arkadi, memoria dell'indipendenza

A una ventina di chilometri nell'entroterra sorge il Monastero di Arkadi, uno dei luoghi simbolo dell'identità cretese. Fondato in epoca bizantina e ricostruito in forme veneziane nel Cinquecento, il monastero divenne nel novembre 1866 il teatro di uno degli episodi più tragici e celebrati della storia dell'isola: assediati dalle truppe ottomane durante la grande rivolta cretese, i monaci e i civili rifugiati fecero saltare in aria il deposito di polvere da sparo pur di non arrendersi, provocando centinaia di morti tra difensori e assedianti. L'episodio suscitò l'indignazione dell'opinione pubblica europea e trasformò Arkadi in un santuario laico della resistenza cretese, meta ancora oggi di pellegrinaggi civili e scolaresche.
Il paesaggio costiero della Riviera di Rethymno
La costa su cui si affaccia Misiria fa parte di quella che gli operatori turistici chiamano la Riviera di Rethymno, un litorale continuo di sabbia che corre parallelo alla strada che collega Rethymno a Heraklion. È un paesaggio aperto, ventilato dal meltemi estivo, punteggiato da palme, tamerici e oleandri che offrono un po' d'ombra nelle ore più calde. Verso il mare l'orizzonte è quasi sempre limpido, con la sagoma della penisola di Akrotiri visibile nelle giornate più terse a ovest; verso l'interno, invece, il paesaggio cambia rapidamente carattere, salendo tra uliveti terrazzati e colline brulle che preparano lo sguardo alle montagne più imponenti dell'isola.
L'entroterra e le montagne del Psiloritis

Alle spalle di Misiria, la pianura costiera lascia presto il posto ai contrafforti del Monte Ida, che i cretesi chiamano Psiloritis: con i suoi 2.456 metri è la vetta più alta dell'isola e, secondo il mito, il luogo dove Zeus fu allevato in una grotta segreta per sfuggire al padre Crono. I villaggi di montagna che si incontrano salendo dall'entroterra di Rethymno vivono ancora di pastorizia, di allevamento ovicaprino e della produzione di formaggi come la graviera e la mizithra, oltre che di un olio d'oliva tra i più apprezzati della Grecia. Per chi vuole allontanarsi anche solo per una giornata dalla costa, l'altopiano di Amari o le pendici del Psiloritis regalano un volto di Creta più autentico e meno turistico.
Le frazioni vicine: Platanes, Adele e Scaleta
Misiria non è un caso isolato ma parte di una catena di piccoli centri costieri che negli ultimi decenni hanno conosciuto uno sviluppo turistico parallelo. A ovest si incontra Platanes, più vicina a Rethymno e altrettanto animata; a est Adele, con un nucleo antico arroccato su una collinetta a poca distanza dal mare, e Scaleta, più raccolta e residenziale. Ognuna di queste frazioni conserva una piccola chiesa, qualche taverna storica e un ritmo di vita che rallenta sensibilmente appena ci si allontana dalla fascia degli alberghi. Spostarsi tra questi villaggi, a piedi lungo la spiaggia o in bicicletta sulla strada costiera, è uno dei modi migliori per farsi un'idea reale di come vive questa parte di Creta.
Tradizioni e cultura popolare cretese

La cultura popolare cretese resiste con forza anche nei villaggi turistici come Misiria, soprattutto durante le feste patronali, i panigyri, che animano le chiese di paese con musica, cibo e balli fino a notte fonda. La lira cretese, il violino a tre corde suonato con l'archetto, accompagna ancora oggi matrimoni e feste, insieme al liuto e ai canti mantinades, brevi versi improvvisati in rima che i cretesi si scambiano nelle occasioni conviviali. L'ospitalità, la filoxenia, resta un valore sentito: non è raro che un taverniere offra un bicchierino di raki e un piatto di frutta a fine pasto, senza che sia stato richiesto, semplice gesto di benvenuto che racconta più di molte pagine di storia il carattere dell'isola.
I sapori di Misiria e di Creta
La cucina di Misiria e dei dintorni di Rethymno è quella cretese più autentica, fondata su ingredienti semplici e su un olio d'oliva che qui raggiunge qualità eccellenti. Nelle taverne di paese, lontano dai menù turistici del lungomare, si trovano ancora i piatti della tradizione contadina: l'agnello o il capretto cotti al forno con patate, le lumache in salsa, i formaggi freschi di capra e pecora, le verdure selvatiche di campo condite con limone e olio. Il vino locale, spesso servito sfuso, e la tsikoudia, l'acquavite di vinacce distillata artigianalmente, accompagnano quasi ogni pasto e ogni conversazione, in un rito conviviale che i cretesi non hanno mai smesso di praticare.
- Dakos, la "bruschetta" cretese con pomodoro, mizithra e origano
- Kalitsounia, piccoli fagottini dolci o salati ripieni di formaggio fresco
- Agnello o capretto al forno con patate e erbe selvatiche
- Chochlioi boubouristi, lumache saltate in olio e aceto
- Tsikoudia, l'acquavite locale distillata dalle vinacce
- Miele di timo e olio extravergine dell'entroterra di Rethymno
Quando andare

Il periodo migliore per visitare Misiria va da fine aprile a giugno e da settembre a metà ottobre, quando le temperature sono già alte ma non opprimenti, il mare comincia o continua a essere caldo e la costa non è affollata come nel pieno dell'estate. Luglio e agosto restano i mesi più frequentati, con il vantaggio di un'atmosfera vivace e di giornate lunghissime, ma anche con prezzi più alti e spiagge più piene, soprattutto nei weekend greci. L'inverno, mite mediterraneo ma piovoso, è la stagione degli abitanti: molte strutture turistiche chiudono, mentre Rethymno e i villaggi dell'entroterra rivelano un volto più autentico, ideale per chi cerca cultura, escursioni ed enogastronomia senza la ressa balneare.
Esperienze da non perdere
Chi soggiorna a Misiria ha a disposizione un'ottima base per esplorare tanto la costa quanto l'entroterra di Rethymno, alternando giornate di mare a brevi escursioni culturali o in montagna. Bastano pochi chilometri in ogni direzione per cambiare completamente atmosfera, dal lungomare animato ai vicoli veneziani, dai santuari della memoria cretese ai villaggi silenziosi sulle pendici del Psiloritis.
- Una passeggiata al tramonto sulla spiaggia libera verso Adele
- Una giornata nella città vecchia veneziana di Rethymno, tra Fortezza e porto
- La visita al Monastero di Arkadi e alla sua storia di resistenza
- Una gita nell'entroterra tra uliveti e villaggi di montagna del Psiloritis
- Una cena in una taverna di paese lontano dal lungomare turistico
- Un'escursione in barca lungo la costa verso Bali o la penisola di Akrotiri
FAQ
Come si arriva a Misiria dall'aeroporto?
Qual è il periodo migliore per andare a Misiria?
Cosa si può vedere in un solo giorno partendo da Misiria?
Si trova facilmente parcheggio a Misiria e a Rethymno?
Quanti giorni consiglia di restare a Misiria?
Misiria è adatta a famiglie con bambini e a chi viaggia con animali?
Getting there
- Aeroporto di Chania "Ioannis Daskalogiannis" (circa 65 km)
- Aeroporto di Heraklion "Nikos Kazantzakis" (circa 85 km)
- Misiria si raggiunge percorrendo la strada nazionale costiera che collega Chania, Rethymno e Heraklion, uscendo pochi minuti a est del centro di Rethymno sulla vecchia strada litoranea.
- Noleggiare un'auto è quasi indispensabile per muoversi lungo la costa e raggiungere l'entroterra; gli autobus KTEL collegano Rethymno ai villaggi vicini, ma con corse più rade fuori dalla stagione estiva.
Perfect for
Una spiaggia lunga, sabbiosa e a bassa profondità, perfetta per famiglie e per lunghe passeggiate al tramonto.
Dalla Fortezza veneziana di Rethymno al Monastero di Arkadi, un concentrato di memoria bizantina, veneziana, ottomana e novecentesca.
L'entroterra sale rapidamente verso il Psiloritis, tra uliveti terrazzati e villaggi pastorali lontani dalla costa.
Taverne di paese, olio d'oliva di qualità, formaggi freschi e tsikoudia per chi vuole conoscere Creta anche a tavola.
Il ritmo lento della vita cretese, tra hotel sul mare e villaggi vicini dove il tempo sembra scorrere più piano.
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