Costa Otranto-Leuca
Nel 1480 ottocento uomini di Otranto scelsero la decapitazione piuttosto che rinnegare la fede, sotto la scimitarra della flotta o...
Updated 8 July 2026
Costa Otranto-Leuca
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The story of Costa Otranto-Leuca
Storia di una frontiera tra due mari
Le origini di questa costa affondano nell'età messapica, quando i porti naturali di Otranto e di Castro — l'antica Castrum Minervae ricordata da Virgilio come primo approdo di Enea in Italia — erano già scali frequentati lungo le rotte verso la Grecia. Roma vi costruì Hydruntum, testa di ponte per l'Oriente lungo la via Traiana Calabra; poi vennero i secoli bizantini, che lasciarono un'impronta profonda nel rito greco e nei toponimi, seguiti dai normanni e dagli svevi. Il punto di svolta resta il 1480: la flotta ottomana assediò Otranto, radendo al suolo la città e giustiziando gli abitanti che rifiutarono la conversione — gli Ottocento Martiri, canonizzati nel 2013. Da allora il Capo di Leuca si coprì di torri costiere aragonesi e spagnole, sentinelle contro i pirati barbareschi, mentre l'entroterra restava terra di masserie e feudi fino all'Unità. Il parco naturale regionale, istituito nel 2006, ha messo un perimetro di tutela su questa memoria lunga tremila anni.
Otranto: la cattedrale, la cripta dei martiri e il castello aragonese

La cattedrale di Otranto, consacrata nel 1088 sui resti di un tempio messapico e di una basilica paleocristiana, custodisce il capolavoro che rende unica la città: un mosaico pavimentale di oltre seicento metri quadrati realizzato tra il 1163 e il 1165 dal monaco Pantaleone. Il disegno si organizza attorno a un enorme Albero della Vita che sale dal dorso di due elefanti, popolato da segni zodiacali, storie bibliche, eroi cavallereschi come Artù e bestiario medievale: un compendio visivo della cultura del tempo, sopravvissuto quasi intatto a otto secoli di storia. Sotto l'abside, la cripta a cinque navate su quarantotto colonne — ciascuna diversa dall'altra — custodisce le ossa degli Ottocento Martiri, esposte nelle teche degli altari laterali dopo il massacro del 1480: un luogo di raccoglimento che resta il più intenso della città vecchia.
Poco distante, il Castello Aragonese fu rafforzato dopo l'assedio ottomano per volere di Alfonso d'Aragona e Isabella del Balzo, con bastioni a punta di lancia pensati per resistere all'artiglieria: oggi ospita mostre ed eventi e regala dai camminamenti una vista che spazia dal porto ai tetti del centro storico. Appena a nord della città, la Baia dei Turchi prende il nome proprio dallo sbarco ottomano del 1480 e oggi è una delle spiagge più fotografate del Salento, con la pineta che arriva fino alla sabbia bianca e il mare che vira dal turchese al blu profondo. Poco più a nord si allargano i laghi Alimini, Grande e Piccolo: un ecosistema di dune, canneti e pinete separato dal mare da un cordone sabbioso, rifugio per l'avifauna migratoria e meta ideale per il windsurf e il kitesurf grazie ai venti costanti.
Santa Cesarea Terme e la costa delle ville moresche
Il nome del paese racconta già la sua vocazione: quattro grotte carsiche immettono in mare acque sulfuree calde tutto l'anno, note fin dall'Ottocento per le proprietà curative su pelle e vie respiratorie e oggi al centro di uno stabilimento termale attivo. Ma Santa Cesarea Terme è anche un piccolo museo a cielo aperto di architettura eclettica: le famiglie salentine arricchite tra fine Ottocento e primi Novecento vi costruirono ville in stile moresco e liberty, con torrette, merlature e maioliche colorate che si specchiano sul blu dello Ionio-Adriatico. Passeggiare sul lungomare al tramonto, tra le facciate orientaleggianti delle dimore private, resta uno dei modi più eleganti per capire il gusto esotico che ha attraversato questa costa a inizio Novecento.
Castro, la Grotta Zinzulusa e le grotte della costa

Arroccata su un promontorio calcareo, Castro conserva nel nome il ricordo della messapica-romana Castrum Minervae e nel borgo alto mura e un castello che dominano un porticciolo pittoresco. Ma la vera attrazione è sotto il livello del mare: la Grotta Zinzulusa, scoperta nel 1793 e aperta al pubblico dal 1963, deve il suo nome alle stalattiti che pendono dalla volta come 'zinzuli', gli stracci in dialetto salentino. All'interno si susseguono ambienti diversi fino a un lago sotterraneo che ospita un piccolo crostaceo cieco endemico, presente solo qui e in poche altre grotte del Mediterraneo. Proseguendo verso sud, il litorale tra Castro e Andrano regala altre cavità marine visitabili in barca, come la Grotta Verde, dove la luce filtrata dall'acqua accende le pareti di riflessi smeraldo.
Tricase, Patù, Gagliano e l'entroterra tra pajare e macchia mediterranea
Tricase vive doppia: il centro storico, con il settecentesco Palazzo Gallone e i vicoli del centro, e Tricase Porto, piccola marina protetta da una scogliera dove nel Bosco che dà il nome al parco regionale sopravvivono lecci e roverelle secolari, tra cui la maestosa Quercia Vallonea, un esemplare di centinaia di anni classificato tra gli alberi monumentali d'Italia. Pochi chilometri più a sud, Patù custodisce le Centopietre, un misterioso monumento in blocchi calcarei di età altomedievale la cui funzione — sepolcro, cappella, monumento commemorativo — è ancora discussa dagli studiosi. Gagliano del Capo e la sua marina di Novaglie, con la piccola baia chiusa tra le rocce, aprono già lo sguardo verso Leuca.
Nell'entroterra tra questi paesi il paesaggio cambia registro: uliveti secolari, vigneti bassi e muretti a secco disegnano una scacchiera punteggiata di pajare, le caratteristiche costruzioni coniche in pietra a secco usate un tempo da contadini e pastori, mentre la macchia mediterranea di lentisco, mirto ed euforbia arborea prende il sopravvento verso le falesie. È anche la terra della frisa, dell'olio extravergine spremuto dagli stessi uliveti e di piccoli vini bianchi e rosati bevuti nelle cantine di Alessano e Corsano, dove la cucina resta legata al pesce povero e alle verdure di stagione.
Santa Maria di Leuca, De Finibus Terrae

I romani la chiamavano de finibus terrae, la fine della terra: qui, secondo la tradizione, Adriatico e Ionio si incontrano davanti al promontorio più a sud del Salento, segnato dal faro ottocentesco alto quasi cinquanta metri e dal Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae, meta di pellegrinaggio che la leggenda vuole fondato da san Pietro in persona di passaggio verso Roma. Il lungomare è un susseguirsi di ville liberty e neoclassiche costruite a fine Ottocento dall'aristocrazia salentina come residenze estive, mentre alle spalle dell'abitato scende, in una scalinata scenografica, la cascata monumentale che segna il punto di arrivo dell'Acquedotto Pugliese, inaugurata nel 1939 e ancora oggi fatta scorrere in poche occasioni dell'anno per la gioia dei visitatori. Dal porto partono le imbarcazioni per le decine di grotte che si aprono lungo la falesia fino a Ciolo e Novaglie.
- Ammirare all'alba il mosaico dell'Albero della Vita nella cattedrale di Otranto, prima dell'arrivo dei gruppi
- Fare il bagno nella Baia dei Turchi e proseguire in bici o kayak fino ai laghi Alimini
- Un'escursione in barca da Castro alla Grotta Zinzulusa e alla Grotta Verde
- Un bagno termale o una passeggiata tra le ville moresche di Santa Cesarea Terme
- Vedere aprire la cascata monumentale di Leuca e salire al faro di De Finibus Terrae
- Percorrere in bici o a piedi la costa da Tricase Porto a Ciolo tra falesie e calette
- Cercare tra gli ulivi le pajare e i muretti a secco dell'entroterra di Alessano e Corsano
FAQ
Quanti giorni servono per visitare l'area?
Quando è meglio andare?
Dove si parcheggia a Otranto e a Leuca in alta stagione?
Le grotte marine sono adatte a bambini e anziani?
Si può visitare con il cane?
Getting there
- Aeroporto di Brindisi-Salento, circa 60-90 km da Otranto e Santa Maria di Leuca
- Stazione di Otranto (Ferrovie del Sud Est da Lecce, stagionale); stazione di Lecce come snodo principale con bus verso il Capo di Leuca
- Da Lecce si segue la SS16 fino a Maglie e poi la strada per Otranto, oppure la SS275 Maglie-Santa Maria di Leuca che attraversa i comuni dell'entroterra fino al faro.
- In alta stagione meglio spostarsi presto la mattina tra un borgo e l'altro: la statale 275 e le strade costiere si congestionano nel pomeriggio, soprattutto verso Ciolo e Leuca.
Perfect for
Calette, falesie e cavità carsiche da esplorare in barca o a nuoto, dalla Zinzulusa alla Grotta Verde fino alle insenature di Ciolo.
Dai mosaici bizantino-normanni di Otranto ai santuari e alle torri costiere, un racconto di frontiera lungo tre millenni.
Le sorgenti sulfuree di Santa Cesarea Terme, attive dall'Ottocento, per un soggiorno che unisce mare e terme.
Boschi relitti, macchia mediterranea, pajare e muretti a secco per chi ama camminare lontano dalla costa.
Frisa, olio extravergine, vini bianchi e pesce dello Ionio-Adriatico da assaggiare nei borghi marinari.
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