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Trambileno

Trambileno è un comune sparso della Vallagarina, in provincia di Trento, che si estende lungo la valle del Leno a sud di Rovereto,...

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Trambileno è un comune sparso della Vallagarina, in provincia di Trento, che si estende lungo la valle del Leno a sud di Rovereto, in direzione del massiccio del Pasubio e del confine con il Veneto. Il territorio nasce dalla confluenza di due torrenti, il Leno di Vallarsa e il Leno di Terragnolo, e si articola in una costellazione di diciotto frazioni sparse tra boschi e pendii terrazzati, con Moscheri quale sede municipale. Qui la storia si intreccia con la Grande Guerra: l'area fu prima linea del fronte italo-austroungarico, teatro di battaglie durissime attorno al Pasubio, e custodisce testimonianze come il Forte Pozzacchio, imponente fortificazione austro-ungarica scavata nella roccia e oggi visitabile. Oltre alla memoria bellica, Trambileno conserva un paesaggio rurale fatto di masi isolati e castagneti, arricchito da luoghi di spiritualità come l'Eremo di San Colombano e il Santuario della Madonna de La Salette a Moscheri. Dal territorio si aprono i sentieri che salgono verso le cime del Pasubio, dove il Rifugio Vincenzo Lancia funge da base d'appoggio per escursionisti e alpinisti. Comune sparso istituito nel 1920, Trambileno conserva ancora legami con le antiche comunità di origine cimbra, in un equilibrio tra memoria storica, natura e autenticità rurale.

Ενημερώθηκε στις 21 Ιουλίου 2026

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Η ιστορία

Η ιστορία του/της Trambileno

Trambileno a sud di Rovereto, verso il Pasubio

Trambileno si trova nella parte meridionale della Vallagarina, a sud di Rovereto, in un territorio di transizione tra il Trentino e il Veneto ai piedi del massiccio del Pasubio. Il comune, di tipo sparso, occupa oltre cinquanta chilometri quadrati e nasce alla confluenza di due corsi d'acqua, il Leno di Vallarsa e il Leno di Terragnolo, da cui deriva il nome stesso del paese, un tempo indicato come terra 'tra i due Leni'. Confina con i comuni di Vallarsa, Terragnolo, Rovereto e, oltre il crinale, con Posina e Valli del Pasubio, già in provincia di Vicenza: una posizione di cerniera che ha reso questo territorio, nei secoli, luogo di passaggio e, durante la Prima guerra mondiale, linea di confine tra due eserciti. Il paesaggio alterna boschi fitti, terrazzamenti coltivati e pareti rocciose, in un susseguirsi di quote che dai circa cinquecento metri del fondovalle salgono rapidamente verso le cime del Pasubio, ben oltre i duemila metri.

La Grande Guerra e i luoghi della memoria

Il territorio di Trambileno fu, tra il 1915 e il 1918, prima linea del fronte italo-austroungarico, conteso in battaglie durissime combattute tra le rocce del Pasubio. La testimonianza più imponente di questo passato è il Forte Pozzacchio, noto anche come Werk Valmorbia, fortificazione austro-ungarica costruita tra il 1912 e il 1915 e interamente scavata nella roccia, pensata per sbarrare l'accesso dalla Vallarsa verso Rovereto. Conquistato ancora incompiuto dagli italiani il 3 giugno 1915, fu ripreso dagli austro-ungarici nella Strafexpedition del maggio 1916 e resistette a un tentativo di riconquista italiana nel giugno dello stesso anno, prima di essere abbandonato nel novembre 1918. Restaurato dal Comune, il forte è oggi visitabile con le sue gallerie, le postazioni di tiro e la passerella panoramica. Poco più in alto, sulle pendici del Pasubio, si estende la Zona Sacra dichiarata monumentale nel 1922, un paesaggio segnato da crateri, trincee e camminamenti scavati nella roccia, memoria di uno dei fronti più aspri della Grande Guerra sulle Alpi.

Il Pasubio e l'escursionismo

Dal territorio di Trambileno partono alcuni degli itinerari che conducono verso le cime del Pasubio, il massiccio calcareo-dolomitico che culmina a 2.232 metri con Cima Palon e segna il confine con la provincia di Vicenza. Punto di riferimento per escursionisti e alpinisti è il Rifugio Vincenzo Lancia, base d'appoggio per le salite verso i Denti del Pasubio, le due punte rocciose divise durante la guerra tra le linee italiana e austro-ungarica e ancora oggi solcate da gallerie e trincee. Nei dintorni si sviluppano anche la celebre Strada delle 52 Gallerie, mulattiera di guerra scavata nella roccia per garantire il transito delle truppe italiane al riparo dal tiro nemico, e la Strada degli Eroi, che ricorda con lapidi quindici caduti decorati con la Medaglia d'oro. Tra boschi, alpeggi come quello di Alpe Alba e pareti rocciose, l'area offre percorsi di ogni difficoltà, dalle passeggiate tra le frazioni alle salite alpinistiche più impegnative sulle pareti del Pasubio.

Le frazioni, i masi e la natura

Trambileno è un comune sparso composto da diciotto frazioni, tra cui Moscheri, sede municipale, e Porte, Pozza, Pozzacchio, Dosso, San Colombano, Sega e Vignala, disseminate tra boschi di castagno e pendii terrazzati. Su uno sperone roccioso sopra il torrente Leno sorge l'Eremo di San Colombano, luogo di eremitaggio documentato fin dal 753, raggiungibile con un breve sentiero scavato nella parete. A Moscheri si trova invece il Santuario della Madonna de La Salette, costruito nel 1856 grazie alla donazione di un nobile locale e raffigurato ancora oggi nello stemma comunale. Il paesaggio agricolo, fatto di masi isolati, castagneti secolari e pascoli d'alta quota utilizzati per lo sfalcio estivo, conserva tracce della colonizzazione di coloni di lingua tedesca giunti nel XIII secolo, di cui rimane memoria nell'identità cimbra ancora riconosciuta da una piccola parte della popolazione.

Storia ed esperienze

Il comune di Trambileno, nella sua configurazione attuale, fu istituito il 16 ottobre 1920, ma le sue radici affondano in una storia di comunità rurali di montagna segnata da emigrazione e ricostruzione. Tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, molte famiglie della zona lasciarono la Vallagarina per cercare fortuna in Sudamerica, dando origine a legami che sopravvivono ancora oggi nel gemellaggio con la città brasiliana di Bento Gonçalves, fondata anche da emigranti trentini. Devastato dai combattimenti della Grande Guerra e ricostruito nel dopoguerra, il territorio ha saputo trasformare le cicatrici del conflitto in un patrimonio di memoria condivisa, affiancandolo a un'economia rurale fondata su agricoltura di montagna e piccola zootecnia. Oggi Trambileno propone un'offerta turistica che unisce le visite al Forte Pozzacchio e ai sentieri di guerra del Pasubio a passeggiate tra le frazioni, i masi e i castagneti, in un racconto che tiene insieme storia, natura e identità di confine.

Da non perdere

  • Forte Pozzacchio (Werk Valmorbia), a rock-carved Austro-Hungarian fortification
  • The Eremo di San Colombano hermitage above the Leno stream
  • The Sanctuary of the Madonna de La Salette in Moscheri
  • A hike on the Pasubio starting from Rifugio Vincenzo Lancia
  • The Great War trails among trenches and tunnels on the Pasubio

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