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Himarë

Himarë si annuncia da lontano come una macchia bianca aggrappata al fianco dei Monti Ceraunici, sospesa fra il blu profondo dello...

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Himarë si annuncia da lontano come una macchia bianca aggrappata al fianco dei Monti Ceraunici, sospesa fra il blu profondo dello Ionio e le pareti rocciose che precipitano quasi a picco sul mare. È il cuore della Riviera Albanese, quel tratto di costa che da Vlorë scende fino a Saranda regalando calette di ciottoli, acque trasparenti e villaggi di pietra rimasti a lungo fuori dalle rotte del turismo di massa. Il nome stesso, che gli antichi legavano al mito della Chimera, racconta di una terra abitata da millenni, crocevia di popoli greci, illiri, bizantini, veneziani e ottomani, ognuno dei quali ha lasciato un segno nelle chiese, nelle torri e nei toponimi bilingue che ancora oggi convivono nella zona. Himarë non è un borgo unico ma un piccolo mondo fatto di frazioni: il centro moderno affacciato sulla spiaggia, il nucleo antico arroccato sulla collina, e una costellazione di villaggi satellite - Dhërmi, Vuno, Palasë, Qeparo - ciascuno con la propria identità, le proprie chiese bizantine e i propri uliveti secolari. Terra di pescatori e di pastori, di comunità greco-albanese che ha custodito lingua e riti ortodossi attraverso i secoli, Himarë oggi si apre al viaggiatore che cerca un Mediterraneo ancora autentico: spiagge raggiungibili solo a piedi o in barca, sentieri che si arrampicano tra ginestre e macchia mediterranea, e un entroterra montano che in poche curve porta dal livello del mare ai duemila metri del Passo di Llogara.

Aggiornato il 8 luglio 2026

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Il racconto

La storia di Himarë

Le origini e il mito di Chimaira

Le prime tracce di insediamento nell'area di Himarë risalgono all'epoca illirica e greco-epirota, quando la costa ionica era punteggiata da piccoli porti e villaggi fortificati in dialogo con le colonie greche del Canale d'Otranto. Il nome stesso della città, nella forma classica Chimaira, richiama la creatura mitologica ibrida della tradizione greca, e alcuni studiosi lo hanno messo in relazione con i fenomeni naturali della zona, dove si narra di fuochi e vapori che uscivano dalla roccia. Al di là della leggenda, la posizione strategica - un promontorio difendibile a ridosso dei monti, con vista su tutto il golfo - ne fece nei secoli un presidio conteso, prima ellenistico poi romano, quando la regione entrò nell'orbita della provincia di Epiro, punto di passaggio per le rotte commerciali e militari che collegavano l'Adriatico allo Ionio.

Bizantini, Ali Pascià e la dominazione ottomana

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Con la caduta dell'impero romano d'Occidente, Himarë passò sotto l'influenza bizantina, che qui lasciò l'eredità più duratura: il rito ortodosso, la lingua greca parlata ancora oggi da parte della popolazione e le prime chiese in pietra che punteggiano i villaggi della zona. Nei secoli successivi la regione mantenne una relativa autonomia anche sotto la pressione ottomana, grazie all'asprezza del territorio e alla determinazione degli abitanti, tanto che Himarë è ricordata come una delle aree meno sottomesse dell'Albania meridionale. Un capitolo cruciale riguarda Ali Pascià di Tepelenë, il potente e spietato governatore ottomano che a inizio Ottocento tentò più volte di piegare la resistenza locale, edificando fortezze lungo la costa - tra cui quella di Porto Palermo - per controllare un litorale che gli sfuggiva di mano.

Il castello di Himarë e il borgo alto

Sulla collina che domina la baia sorgono i resti del castello di Himarë, un impianto fortificato di origine tardo-antica e bizantina, più volte rimaneggiato in epoca ottomana. Le mura in pietra a secco, oggi in parte inglobate tra le case del vecchio abitato, disegnavano un perimetro difensivo che proteggeva la popolazione dagli assalti via mare, frequenti lungo una costa esposta alle incursioni di pirati e alle mire delle potenze rivali. Salendo tra i vicoli lastricati si scoprono ancora tratti di mura, portali in pietra e piccole chiese incastonate tra le abitazioni, mentre il punto più alto regala una vista che spazia dal mare aperto fino ai crinali dei Monti Ceraunici: uno dei panorami più suggestivi dell'intera Riviera Albanese.

Himara e Vjetër, la città vecchia di pietra

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Distinta dal nucleo moderno che si sviluppa lungo la spiaggia, Himara e Vjetër - la 'Himarë vecchia' - è l'insediamento storico aggrappato al pendio, un labirinto di case in pietra a due o tre piani, scalinate strette e cortili ombreggiati da viti e fichi. Per lungo tempo semi-abbandonata a favore degli insediamenti più comodi a valle, negli ultimi anni sta vivendo un lento recupero, con alcune abitazioni restaurate e trasformate in piccole guesthouse. Passeggiare tra i suoi vicoli, dove la pietra grigia si scalda al sole e le finestre incorniciano scorci di mare, è il modo migliore per capire come si viveva su questa costa prima dell'arrivo delle strade asfaltate e del turismo, quando ogni casa era pensata anche per la difesa.

Il castello di Porto Palermo

Poco a sud di Himarë, su un piccolo promontorio che chiude una delle baie più belle della Riviera, si staglia il castello di Porto Palermo, fatto costruire da Ali Pascià di Tepelenë nei primi anni dell'Ottocento sopra i resti di fortificazioni precedenti, forse di origine veneziana. La pianta trilobata, pensata per il tiro incrociato dell'artiglieria, e la posizione quasi isolata sull'acqua ne fanno uno dei monumenti militari meglio conservati dell'Albania meridionale. All'interno si visitano le sale voltate un tempo adibite a caserma e deposito, mentre la baia stessa, con le sue acque turchesi chiuse tra le pareti rocciose, è oggi una delle mete balneari più fotografate della zona, complice anche la vicina e più riservata insenatura di Kolomodhi.

Le chiese ortodosse e il patrimonio religioso

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La fede ortodossa permea profondamente il paesaggio di Himarë e dei villaggi vicini: piccole chiese in pietra, spesso seicentesche o più antiche, sorgono isolate tra gli uliveti o incastonate nei centri abitati, decorate con affreschi bizantini e post-bizantini che testimoniano una tradizione pittorica mai interrotta. Nella città vecchia e nelle frazioni limitrofe si contano numerosi edifici sacri dedicati a santi cari alla tradizione greco-ortodossa, meta di pellegrinaggi locali soprattutto in occasione delle feste patronali estive, quando la comunità si riunisce per celebrazioni che uniscono rito religioso e festa popolare. Questo patrimonio, spesso poco appariscente ma diffuso capillarmente sul territorio, racconta meglio di ogni museo la storia identitaria di una comunità che ha attraversato i secoli mantenendo lingua e riti propri.

Le spiagge e il litorale ionico

Il litorale di Himarë alterna piccole spiagge di ciottoli bianchi a calette raggiungibili solo via mare o attraverso sentieri scoscesi, in un susseguirsi di acque che passano dal turchese al blu intenso man mano che il fondale scende. Livadhi, ampia e attrezzata, è la spiaggia principale del centro; poco più a sud si trovano le insenature più raccolte di Potam e Spilaj, mentre proseguendo verso nord il litorale di Dhërmi e Jal offre alcuni degli scorci più fotografati della Riviera. Non lontano, il canyon di Gjipe si apre tra pareti calcaree a strapiombo fino a una spiaggia isolata, meta di escursioni per chi cerca un angolo di natura ancora incontaminata. La qualità dell'acqua, tra le più limpide del Mediterraneo orientale, resta il vero motivo per cui sempre più viaggiatori scelgono questa costa.

L'entroterra, i Monti Ceraunici e il Parco di Llogara

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Alle spalle di Himarë il territorio si impenna rapidamente nei Monti Ceraunici, una catena calcarea che separa la costa ionica dall'entroterra e che culmina, poco a nord, nel Parco Nazionale di Llogara: boschi di pini neri, faggete e pareti rocciose che in pochi chilometri portano dai 1000 metri del passo fino al livello del mare, con un panorama che in giornate terse abbraccia l'intero golfo fino a Corfù. Questo dislivello estremo, raro lungo le coste mediterranee, regala un mosaico di microclimi: mentre in riva al mare crescono ulivi e agrumi, poco più in alto si aprono pascoli montani frequentati d'estate da pastori e greggi. Per gli escursionisti la zona offre sentieri di crinale, punti panoramici attrezzati e la possibilità di praticare parapendio proprio dal valico di Llogara.

I villaggi della Riviera: Dhërmi, Vuno, Palasë e Qeparo

Himarë è il centro di un comune che raccoglie diversi villaggi storici, ciascuno con una propria fisionomia. Dhërmi, più a nord ai piedi del Passo di Llogara, è oggi la meta più mondana della Riviera, con un nucleo antico in quota e una lunga distesa di spiagge a valle diventate negli ultimi anni un polo di locali e resort. Vuno, arroccato sul pendio poco sopra la costa, conserva un impianto medievale quasi intatto e chiese bizantine di grande valore. Palasë, affacciata su una delle baie più ampie del litorale, è punto di partenza per il sentiero della spiaggia di Gjipe. Più a sud, Qeparo alterna un abitato vecchio in pietra, semi-abbandonato e suggestivo, a un nucleo nuovo cresciuto lungo la strada costiera.

Tradizioni, comunità greca e cultura popolare

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Himarë appartiene all'area storicamente riconosciuta come sede di una consistente minoranza di lingua e cultura greca, presenza che affonda le radici nei secoli bizantini e che si è mantenuta viva attraverso la lingua parlata in famiglia, i canti popolari e le celebrazioni religiose ortodosse. Questa doppia anima, albanese e greca, si respira nei nomi dei luoghi, spesso tramandati in entrambe le lingue, e nelle feste patronali estive, quando i villaggi si animano di processioni, musica e balli tradizionali. Le comunità di emigrati, numerose soprattutto verso la Grecia, tornano spesso in estate per le festività, ravvivando temporaneamente borghi che per il resto dell'anno restano tranquilli, e contribuendo a mantenere vivo un patrimonio di usanze, ricette e memorie familiari che rischierebbe altrimenti di disperdersi.

Sapori: olio, pesce e agrumi della Riviera

La cucina di Himarë racconta la doppia natura del territorio, sospeso tra mare e montagna. Gli uliveti secolari che rivestono i pendii intorno al paese producono un olio intenso e aromatico, ingrediente base di quasi ogni piatto, mentre gli agrumeti che scendono fino alla costa - una rarità a queste latitudini - regalano arance e limoni dal profumo particolarmente concentrato. Il pesce fresco, servito alla griglia o in semplici zuppe, domina le tavole dei ristoranti sul mare, spesso accompagnato da verdure dell'orto e formaggi di pecora prodotti nei pascoli montani poco distanti. Non mancano i dolci della tradizione balcanica, a base di miele e frutta secca, e il raki fatto in casa, distillato spesso proprio con le vinacce o la frutta locale, offerto come gesto di ospitalità in ogni casa.

Esperienze da non perdere

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  • Passeggiare tra i vicoli in pietra di Himara e Vjetër fino ai resti del castello, con vista sul golfo
  • Fare il bagno nella baia del castello di Porto Palermo e visitare la fortezza di Ali Pascià
  • Percorrere il sentiero per il canyon e la spiaggia di Gjipe, tra pareti rocciose a strapiombo
  • Salire al Passo di Llogara per il panorama sul golfo e, in stagione, provare il parapendio
  • Esplorare i villaggi collinari di Vuno e Qeparo vecchia, tra chiese bizantine e case in pietra
  • Cenare in un ristorante sul mare con pesce fresco, olio locale e un bicchiere di raki fatto in casa
  • Partecipare, se capita in estate, a una festa patronale ortodossa in uno dei villaggi della zona

Quando andare e come vivere Himarë

La stagione ideale per Himarë va da fine maggio a inizio ottobre, quando il mare raggiunge temperature piacevoli e le giornate lunghe permettono di combinare spiaggia, escursioni ed esplorazione dei villaggi. Luglio e agosto restano i mesi più affollati, soprattutto per l'afflusso di visitatori dai Balcani e dalla Grecia, mentre giugno e settembre offrono lo stesso mare con ritmi più tranquilli e prezzi più contenuti. Per chi ama la montagna, la primavera e l'inizio dell'autunno sono perfetti per camminare nel Parco di Llogara, quando le temperature in quota restano fresche anche a mezzogiorno. Muoversi con un'auto a noleggio resta il modo più comodo per esplorare la costa frastagliata e i villaggi dell'entroterra, spesso collegati da strade panoramiche ma tortuose.

Domande frequenti

Come si arriva a Himarë?
Il modo più comune è noleggiare un'auto dall'aeroporto di Tirana e percorrere la strada costiera che scende da Vlorë attraverso il Passo di Llogara, oppure arrivare in autobus di linea da Tirana, Vlorë o Saranda.
Quanti giorni servono per visitare Himarë e dintorni?
Due o tre giorni bastano per il centro, il castello e una spiaggia, ma per esplorare anche Dhërmi, Vuno, Porto Palermo e il canyon di Gjipe conviene fermarsi almeno quattro o cinque giorni.
Qual è il periodo migliore per andare al mare?
Da giugno a settembre il mare è caldo e le giornate lunghe; luglio e agosto sono i mesi più affollati, mentre giugno e settembre offrono spiagge più tranquille.
Le spiagge di Himarë sono adatte alle famiglie con bambini?
Livadhi e le spiagge principali del centro sono attrezzate e facilmente accessibili in auto; alcune calette come Gjipe richiedono invece camminate su sentieri scoscesi, meno indicate con bambini piccoli.
Dove si parcheggia per visitare il castello di Porto Palermo?
Nei pressi della fortezza ci sono aree sterrate lungo la strada costiera dove lasciare l'auto; nei mesi di alta stagione conviene arrivare presto per trovare posto vicino all'ingresso.
Si può visitare Himarë anche senza auto?
È possibile usare i furgoncini locali e gli autobus che collegano i villaggi della Riviera in estate, ma le corse sono meno frequenti fuori stagione: un'auto a noleggio resta la soluzione più flessibile.

Come arrivare

In aereo
  • Aeroporto Internazionale di Tirana 'Madre Teresa' (TIA), circa 190 km, 3-3,5 ore d'auto lungo la costa
In auto
  • Da Vlorë si segue la strada costiera SH8 che sale al Passo di Llogara (circa 1000 m) e poi scende a tornanti fino a Himarë; da Saranda si percorre la stessa SH8 in direzione nord, circa 1 ora e 15 minuti.
Consiglio
  • La strada attraverso il Passo di Llogara è panoramica ma stretta e con molte curve: meglio percorrerla con calma e, se possibile, evitare il buio o la nebbia in quota.

Perfetto per

Mare

Calette di ciottoli e acque turchesi da Livadhi a Gjipe, tra le più limpide della costa ionica albanese.

Storia

Castelli, mura bizantine e la fortezza di Ali Pascià a Porto Palermo raccontano secoli di dominazioni e resistenze.

Natura

Dal livello del mare ai boschi del Parco di Llogara in pochi chilometri, tra sentieri, panorami e parapendio.

Cultura

Un'identità greco-albanese fatta di lingua, riti ortodossi e feste patronali che animano i villaggi in estate.

Sapori

Olio d'oliva, agrumi coltivati fino a riva mare, pesce fresco e raki fatto in casa in ogni trattoria di paese.

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