Gallipoli
Gallipoli, il cui nome evoca immediatamente l'etimo greco 'Kalé Pólis' ovvero la 'Città Bella', è una delle perle più luminose del...
Updated 2 korrik 2026
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The story
The story of Gallipoli
Una storia scritta tra le onde e il commercio
Le origini di Gallipoli affondano nel mito e nella storia messapica, ma fu con la dominazione romana che la città consolidò il suo ruolo di scalo strategico. Dopo le devastanti incursioni vandale e gotiche, Gallipoli rifiorì sotto l'egida di Bisanzio, diventando un baluardo della cultura greca nel Salento, un'influenza che si percepisce ancora oggi in alcuni tratti del dialetto e nelle tradizioni religiose. Nel Medioevo, la città visse l'alternanza tra Normanni, Svevi e Angioini, subendo nel 1484 un durissimo assedio da parte dei Veneziani che ne segnò profondamente l'assetto difensivo. Tuttavia, il vero secolo d'oro fu il Settecento: Gallipoli divenne il principale mercato europeo dell'olio d'oliva. Da questo porto partivano le navi cariche del 'prezioso liquido' destinato a illuminare le strade di Londra, Parigi e Berlino, portando in città una ricchezza tale da finanziare la costruzione di splendidi palazzi nobiliari e chiese monumentali.
La Fontana Greca: un ponte tra epoche

Situata nei pressi del ponte che unisce la città vecchia al borgo nuovo, la Fontana Greca è stata a lungo considerata la più antica d'Italia. Sebbene studi recenti abbiano datato la sua attuale conformazione al XVI secolo, essa incorpora elementi scultorei più antichi e rappresenta un eccezionale esempio di architettura rinascimentale ispirata ai canoni classici. La facciata principale, rivolta a scirocco, è riccamente decorata con tre bassorilievi che narrano le metamorfosi delle ninfe Dirce, Salmace e Biblide, figure della mitologia antica legate al tema dell'acqua. È un monumento che accoglie il visitatore con la sua solennità, raccontando il legame profondo tra la comunità gallipolina e le risorse vitali che hanno permesso la sopravvivenza della città sull'isola rocciosa.
Fontana Greca — vedi la scheda →Il Castello Angioino e il suo Rivellino

Il Castello di Gallipoli emerge direttamente dalle acque dello Ionio, quasi a voler proteggere l'unico accesso via terra alla città vecchia. Edificato originariamente in epoca bizantina, fu ricostruito e potenziato dagli Angioini e dagli Aragonesi per rispondere alle nuove esigenze difensive imposte dall'artiglieria. La sua pianta quadrangolare è rinforzata da torri circolari, ma l'elemento più distintivo è il Rivellino: una struttura fortificata staccata dal perimetro principale, un tempo accessibile solo tramite ponti levatoi. Oggi il castello non è più una fortezza inaccessibile, ma un centro culturale vibrante che ospita mostre ed eventi, permettendo ai visitatori di esplorare sale voltate, camminamenti di ronda e godere di una vista privilegiata sul porto peschereccio e sulla distesa marina.
La Basilica Cattedrale di Sant'Agata

Nel punto più alto dell'isola sorge la Cattedrale di Sant'Agata, capolavoro indiscusso del barocco salentino. La sua facciata in pietra leccese è un trionfo di decorazioni scultoree, con statue di santi e motivi floreali che sembrano ricamati nel tufo dorato. Costruita nel XVII secolo sui resti di una precedente chiesa romanica, l'interno della basilica stupisce per la vastità e per la ricchezza della sua pinacoteca: le pareti sono quasi interamente ricoperte dalle tele di Andrea Coppola e Giovanni Domenico Catalano, che trasformano il tempio in una sorta di galleria d'arte sacra. Di particolare pregio è l'altare maggiore in marmi policromi e il soffitto a cassettoni, che conferiscono all'ambiente un'aura di maestosa spiritualità, testimoniando la devozione dei gallipolini per la loro santa patrona.
Il labirinto sotterraneo: i Frantoi Ipogei

Sotto il piano stradale della città vecchia si nasconde una Gallipoli parallela, scavata nel tenero banco di roccia calcarea. Sono i frantoi ipogei, come quello celebre di Palazzo Granafei, dove per secoli si è prodotto l'olio lampante. Questi ambienti sotterranei venivano scelti per la temperatura costante che favoriva la separazione dell'olio dall'acqua e per la facilità di stoccaggio. Visitare un frantoio ipogeo significa fare un salto indietro nel tempo, osservando le macine in pietra, i torchi in legno e le mangiatoie per gli animali che lavoravano al buio per mesi interi. È un'esperienza suggestiva che svela il lato industriale e faticoso della città, spiegando l'origine della sua immensa fortuna economica tra il XVII e il XIX secolo.
La Chiesa della Purità e le Confraternite

Affacciata sulla spiaggia della Purità, l'omonima chiesa è il cuore pulsante delle tradizioni popolari gallipoline. Semplice all'esterno, l'interno è uno scrigno di decorazioni in maiolica e tele settecentesche. Gallipoli è famosa per le sue numerose confraternite, ciascuna legata a un mestiere o a una specifica devozione, che ancora oggi curano con fervore i riti della Settimana Santa. Queste associazioni laicali hanno sede in piccole chiese sparse per il centro storico, come San Francesco d'Assisi o San Domenico, ognuna custode di statue lignee e tesori d'arte. La processione del Venerdì Santo, con i confratelli incappucciati che sfilano lentamente tra i vicoli, è uno dei momenti più intensi e autentici della cultura locale, dove il sacro si fonde con un'identità comunitaria fortissima.
Le mura e la Riviera: il perimetro della bellezza

Il modo migliore per comprendere l'anima di Gallipoli è percorrere l'intero perimetro delle sue mura difensive, oggi trasformate in una panoramica passeggiata nota come Riviera. Lungo questo percorso si incontrano bastioni e torrette che un tempo servivano a scrutare l'orizzonte in cerca di minacce saracene. Da un lato si ammira l'architettura compatta delle case bianche, interrotta solo dai portali dei palazzi nobiliari, dall'altro l'azzurro cangiante dello Ionio. Sotto i bastioni si apre la Spiaggia della Purità, l'unico lido sabbioso del centro storico, dove i locali amano fare il bagno tutto l'anno. Camminare sulla Riviera al tramonto, quando il cielo si tinge di rosa e arancio, è un rito imperdibile che permette di cogliere l'essenza di questa città isola.
Paesaggio e Natura: l'Isola di Sant'Andrea e le Baie

Il paesaggio naturale di Gallipoli è dominato dal Parco Naturale Regionale 'Isola di Sant'Andrea e litorale di Punta Pizzo'. L'isola di Sant'Andrea, situata a circa un miglio dalla costa, è un ambiente selvaggio e incontaminato, l'unico sito di nidificazione in Italia del Gabbiano corso. Verso sud, il litorale si trasforma in un susseguirsi di dune sabbiose, pinete rigogliose e macchia mediterranea. Località come Baia Verde e Punta della Suina offrono acque cristalline che non hanno nulla da invidiare ai paradisi tropicali. Qui la natura si esprime con forza tra rocce basse e fondali sabbiosi, creando un contrasto perfetto con l'architettura densa del centro abitato, offrendo rifugio a chi cerca il contatto con il mare più puro.
Tradizioni e sapori del mare

La cucina gallipolina è un inno al pescato freschissimo. Il piatto simbolo è senza dubbio la 'scapece', piccoli pesci fritti e marinati in strati di pangrattato imbevuto di aceto e zafferano, conservati in tipiche tinozze di legno. Questa ricetta, nata per conservare il cibo durante i lunghi assedi, è oggi un'icona dello street food locale presente in ogni festa patronale. Non si può dire di aver vissuto Gallipoli senza aver provato i gamberi rossi locali, serviti spesso crudi per esaltarne la dolcezza, o la 'pitta di patate', uno sformato ricco di cipolle, olive, capperi e pomodori. I sapori sono decisi, influenzati dalla terra arida del Salento e dalla generosità del mare, accompagnati sempre da un calice di vino rosato locale.
Esperienze da non perdere
- Assistere al rientro delle paranze nel porto peschereccio e acquistare il pesce direttamente dai pescatori.
- Perdersi tra i vicoli del centro storico alla ricerca delle corti, i cortili comuni tipici dell'architettura mediterranea.
- Visitare il museo civico Emanuele Barba per scoprire reperti archeologici e curiosità naturalistiche della zona.
- Fare un'escursione in barca verso l'Isola di Sant'Andrea per ammirare il faro e la costa dal mare.
- Partecipare alla festa di Santa Cristina a luglio, con le luminarie, i fuochi d'artificio sul mare e la tradizionale cuccagna.
Quando andare e come vivere la città

Gallipoli cambia volto a seconda delle stagioni. L'estate è il periodo del grande fermento, dei lidi affollati e della movida notturna che attira giovani da tutta Europa. Tuttavia, per chi desidera assaporare l'autenticità del luogo, la primavera e l'autunno sono i momenti ideali: le temperature sono miti, la luce è perfetta per la fotografia e il centro storico torna a essere il regno dei suoi abitanti. L'inverno ha un fascino malinconico e potente, specialmente durante le mareggiate che si infrangono contro i bastioni. Vivere Gallipoli significa adattarsi ai suoi ritmi lenti, prediligere il cammino a piedi tra le mura e lasciarsi guidare dall'istinto tra i vicoli, scoprendo angoli dove il tempo sembra essersi fermato al secolo scorso.
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