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Chios

Basta camminare nei villaggi del sud dell'isola in una calda giornata di luglio per sentirlo prima ancora di vederlo: un profumo r...

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Basta camminare nei villaggi del sud dell'isola in una calda giornata di luglio per sentirlo prima ancora di vederlo: un profumo resinoso, leggermente balsamico, che si sprigiona dai tronchi bassi e contorti del lentisco. È il mastice, la resina che rende Chios unica al mondo: nessun'altra terra, per ragioni climatiche e geologiche mai del tutto chiarite, riesce a farla stillare da questi arbusti con la stessa qualità. Per questa sostanza preziosa, per secoli impiegata come gomma da masticare naturale, come medicinale e come base di profumi, Genova governò l'isola attraverso una società commerciale privata, la Maona, dal 1346 fino alla conquista ottomana del 1566. È da questa storia mercantile che discendono i mastichochoria, i villaggi fortificati del sud dell'isola costruiti a pianta labirintica per difendere il prezioso raccolto dai pirati: Mesta e Pyrgi restano tra gli insediamenti medievali meglio conservati di tutta la Grecia, quest'ultimo celebre per le facciate decorate con motivi geometrici in bianco e nero chiamati xysta. Chios porta anche il peso di una memoria tragica, il massacro del 1822 durante la guerra d'indipendenza greca, immortalato da Eugène Delacroix in uno dei dipinti più noti dell'Ottocento europeo. Oggi l'isola convive con questa storia complessa offrendo ai visitatori un mix raro di architettura medievale, arte bizantina nel monastero di Nea Moni e una città portuale, Chios Chora, ancora poco toccata dal turismo di massa.

Updated 10 korrik 2026

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Storia: dai mercanti genovesi al massacro del 1822

Popolata fin dall'antichità e rivendicata come possibile luogo natale di Omero, Chios conobbe un periodo di grande prosperità sotto l'amministrazione genovese della Maona Giustiniani, una società commerciale privata che dal 1346 gestì l'isola concentrandosi sul redditizio commercio del mastice. La conquista ottomana del 1566 mise fine a questo assetto, ma l'isola mantenne una relativa autonomia amministrativa grazie proprio al valore del mastice, riservato al sultano. Il 1822 segnò invece una delle pagine più drammatiche della storia greca moderna: durante la guerra d'indipendenza, le truppe ottomane massacrarono gran parte della popolazione dell'isola in rappresaglia per un tentativo di rivolta, un evento che scosse l'opinione pubblica europea e ispirò il celebre dipinto di Delacroix.

Mesta, il villaggio fortezza

Tra i mastichochoria meglio conservati, Mesta si presenta come un vero labirinto di vicoli coperti e passaggi stretti, costruito nel Medioevo con un'unica porta d'accesso per potersi difendere dalle incursioni piratesche che minacciavano il prezioso raccolto di mastice. Le case, addossate le une alle altre a formare un blocco compatto quasi privo di finestre verso l'esterno, racchiudono una piazza centrale dominata dalla chiesa dei Santi Taxiarchi. Passeggiare tra le sue architetture in pietra grigia regala la sensazione di attraversare un insediamento medievale rimasto sospeso nel tempo.

Pyrgi e gli xysta geometrici

Pyrgi è forse il più fotografato dei mastichochoria grazie alle facciate decorate con gli xysta, motivi geometrici in bianco e grigio scuro ottenuti incidendo l'intonaco fresco secondo una tecnica artigianale tramandata da secoli. Il centro storico conserva anche la piccola chiesa bizantina degli Agii Apostoli, decorata con affreschi del XVII secolo. Il villaggio resta abitato e vivo, con botteghe artigiane e taverne che animano la piazza centrale, e continua tuttora la lavorazione e la vendita del mastice raccolto nelle campagne circostanti.

Nea Moni, il monastero patrimonio UNESCO

Fondato nell'XI secolo dall'imperatore bizantino Costantino IX Monomaco, il monastero di Nea Moni sorge isolato tra le colline boscose al centro dell'isola e custodisce uno dei cicli di mosaici bizantini più preziosi giunti fino a oggi, riconosciuto patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. I mosaici raffigurano scene della vita di Cristo con uno stile raffinato che colloca l'edificio tra i vertici dell'arte macedone. Il complesso subì gravi danni durante il massacro del 1822 e un terremoto nel 1881, ma resta uno dei luoghi spiritualmente più intensi dell'intero arcipelago.

Chios Chora, la città portuale

Il capoluogo, semplicemente chiamato Chios o Chora, si sviluppa attorno a un vivace porto commerciale ancora oggi punto di riferimento per i traffici marittimi con la vicina Turchia. Il centro storico conserva un castello bizantino-genovese e il quartiere ottomano di Kastro, con case in legno e un'atmosfera meno turistica rispetto ad altre città isolane greche. Il museo archeologico e quello bizantino raccolgono reperti che ripercorrono la lunga storia dell'isola, dall'antichità al periodo ottomano.

Il paesaggio: dal mastice alle scogliere

La metà meridionale di Chios, dedicata alla coltivazione del lentisco, si presenta come un paesaggio collinare terrazzato, punteggiato dagli arbusti bassi e contorti da cui si estrae il mastice. Verso nord il territorio si fa più aspro e montuoso, con scogliere a picco sul mare e villaggi tradizionali arroccati come Volissos. La costa alterna spiagge di ciottoli neri di origine vulcanica, come Mavra Volia, a piccole insenature sabbiose più riparate, in un contrasto cromatico piuttosto insolito per l'Egeo.

Il mastice: dalla resina al prodotto

La raccolta del mastice segue ancora oggi metodi tradizionali: in estate i contadini incidono la corteccia del lentisco per far colare la resina, che si solidifica in piccole gocce raccolte a mano nelle settimane successive. Il museo del mastice, allestito nei pressi di Pyrgi, racconta l'intera filiera, dalla coltivazione alla trasformazione in liquori, caramelle, gomme da masticare e prodotti cosmetici. Il marchio del mastice di Chios, riconosciuto a denominazione protetta, resta uno dei prodotti d'esportazione più identitari dell'intera Grecia.

Quando andare e come vivere l'isola

La primavera, tra aprile e giugno, è il periodo migliore per visitare i mastichochoria con temperature gradevoli e paesaggi verdi, mentre l'estate, soprattutto ad agosto, porta calore intenso ma anche le feste popolari più sentite, come i celebri fuochi d'artificio rivali di Vrontados durante la Pasqua ortodossa. Un'auto a noleggio è indispensabile per esplorare sia i villaggi del mastice a sud sia i borghi montani del nord, distanti e collegati da strade panoramiche ma tortuose.

  • Perdersi tra i vicoli coperti di Mesta
  • Fotografare le facciate xysta di Pyrgi
  • Ammirare i mosaici bizantini di Nea Moni
  • Assistere ai fuochi d'artificio rivali di Vrontados a Pasqua
  • Visitare il museo del mastice vicino a Pyrgi
  • Fare il bagno sulla spiaggia di ciottoli neri di Mavra Volia

FAQ

Come si arriva a Chios?
Con voli diretti stagionali dall'Italia all'aeroporto di Chios, oppure con traghetti dal Pireo (circa 6-8 ore).
Cosa rende Chios diversa dalle altre isole greche?
È l'unico luogo al mondo dove cresce naturalmente il mastice, e conserva villaggi medievali fortificati unici nel loro genere.
Quanto tempo serve per visitare i mastichochoria?
Una giornata intera permette di vedere con calma Mesta, Pyrgi e il museo del mastice.
Chios è collegata alla Turchia?
Sì, esistono traghetti passeggeri tra Chios e Cesme, sulla costa turca, distante circa 8 km in linea d'aria.
Ci sono spiagge adatte alle famiglie?
Sì, la costa orientale nei pressi del capoluogo offre spiagge più riparate e servizi di base, ideali con bambini.

Getting there

By air
  • Aeroporto di Chios 'Homer' (JKH), a circa 4 km dal capoluogo
By car
  • Traghetti dal Pireo (Atene) in circa 6-8 ore; collegamenti marittimi diretti anche con Cesme, in Turchia, distante appena 8 km.
Tip
  • Per visitare i mastichochoria del sud e i villaggi montani del nord in giornata conviene partire presto: le distanze interne, seppur brevi, richiedono strade di montagna tortuose.

Perfect for

Architettura medievale

I villaggi fortificati di Mesta e Pyrgi sono tra gli esempi meglio conservati d'insediamento difensivo in Grecia.

Arte bizantina

Il monastero di Nea Moni custodisce mosaici tra i più preziosi dell'arte macedone giunti fino a noi.

Prodotti tipici

Il mastice di Chios è un unicum mondiale, alla base di liquori, dolci e cosmetici artigianali.

Prossimità con la Turchia

La vicinanza alla costa anatolica rende Chios anche una porta d'accesso verso Cesme e Smirne.

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