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Naousa

Il 23 agosto, ogni anno, il porticciolo di Naousa si accende di torce, spari a salve e barche in fiamme: è la rievocazione della b...

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Il 23 agosto, ogni anno, il porticciolo di Naousa si accende di torce, spari a salve e barche in fiamme: è la rievocazione della battaglia navale che nel 1770 vide la flotta russa dell'ammiraglio Orlov, alleata temporanea dei greci contro gli ottomani, dare fuoco alle navi turche proprio in queste acque. Da quella notte di fuoco è nato un rito che si ripete da generazioni e che racconta, meglio di ogni descrizione, cosa sia davvero questo borgo di pescatori diventato una delle mete più ricercate delle Cicladi: un luogo dove la storia non è relegata ai libri ma continua a vivere nelle strade strette, nei moli di pietra e nelle reti stese ad asciugare accanto alle imbarcazioni di legno colorato. Naousa sorge sulla costa settentrionale di Paros, protetta da un'insenatura naturale che ne ha fatto per secoli un rifugio sicuro per pescatori e, non di rado, per corsari. Le case bianche a cubo, gli archi bassi, le chiese dalla cupola azzurra e i vicoli lastricati compongono un paesaggio urbano che ha conservato intatta l'anima cicladica anche mentre attorno cresceva un'offerta turistica raffinata, fatta di boutique, ristoranti di pesce e locali che animano le notti d'estate fino all'alba. Alle sue spalle si apre un entroterra di vigneti, uliveti e villaggi di marmo; davanti, un mare che alterna calette di sabbia fine a formazioni granitiche modellate dal vento. È un luogo che si lascia scoprire lentamente, camminando, mangiando bene e lasciandosi guidare dal ritmo lento del porto.

Updated 8 korrik 2026

Naousa 29°
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The story

The story of Naousa

Un porto forgiato dalla storia

Le origini di Naousa affondano nell'epoca bizantina, quando il piccolo insediamento cominciò a svilupparsi attorno a un'insenatura riparata, ideale per l'attracco delle barche da pesca. Fu però durante la dominazione veneziana, a partire dal XIII secolo, che il borgo assunse un ruolo strategico: i Veneziani, insediati su gran parte delle Cicladi dopo la quarta crociata, fortificarono l'ingresso del porto per difenderlo dalle incursioni dei pirati saraceni e barbareschi che infestavano l'Egeo. Nei secoli successivi, sotto il dominio ottomano, Naousa mantenne una relativa autonomia grazie proprio alla sua funzione portuale, diventando anche base per la pirateria locale, un'attività tanto temuta quanto redditizia. Questa doppia identità, di rifugio e di avamposto, ha segnato il carattere del paese fino a oggi.

Il castello veneziano sommerso

All'imboccatura del porto emergono dall'acqua i resti squadrati di un piccolo castello veneziano, costruito nel Quattrocento a difesa dell'insenatura e in parte inghiottito dal mare nei secoli successivi a causa dell'innalzamento del livello marino e dei terremoti che hanno scosso l'isola. Oggi le sue pietre consumate spuntano appena sotto il pelo dell'acqua, visibili con chiarezza nelle giornate limpide, e sono diventate uno dei simboli più fotografati del borgo: al tramonto, quando la luce radente le colora di rosa e ambra, il contrasto con le barche ormeggiate e le case bianche alle spalle restituisce l'immagine più autentica di Naousa.

Il volto bianco e azzurro del borgo vecchio

Il centro storico si sviluppa in un dedalo di vicoli stretti, pensati in origine per proteggere gli abitanti dal vento e dagli sguardi dei predoni che risalivano dal mare. Le case cubiche imbiancate a calce, gli scalini dipinti di blu, le bouganville che ricadono sui muri e le piccole corti nascoste compongono un tessuto urbano tipicamente cicladico, ma con un'eleganza discreta che distingue Naousa da altri centri dell'arcipelago: i balconi in ferro battuto, le insegne in legno dipinte a mano, le vetrine di ceramisti e argentieri raccontano un borgo che ha saputo trasformarsi in meta cosmopolita senza rinunciare alla propria identità architettonica.

Le chiese e il patrimonio religioso

Come in gran parte delle Cicladi, anche a Naousa il paesaggio urbano è punteggiato da piccole cappelle bianche dalla cupola azzurra, spesso votive, costruite da famiglie di pescatori in segno di ringraziamento per uno scampato naufragio. Tra le chiese principali spicca quella di Agios Ioannis, cui è dedicata la grande festa patronale di fine agosto, e la chiesa di Agia Paraskevi, che custodisce icone e arredi sacri di pregio. Il rapporto tra il paese e il mare si riflette anche nella devozione popolare: molte cerimonie religiose si concludono con processioni verso il porto, in un intreccio tra fede e vita marinara che permea ancora oggi il calendario locale.

Testimonianze del passato: il museo bizantino

Poco fuori dal centro, la chiesa della Panagia Ypapanti ospita una raccolta di icone bizantine e post-bizantine, testimonianza di un patrimonio artistico spesso trascurato rispetto alle spiagge e alla vita notturna, ma di grande interesse per chi voglia comprendere la storia religiosa dell'isola. Le icone, alcune risalenti al XVI e XVII secolo, provengono da chiese e monasteri dell'entroterra pariano e mostrano l'influenza degli stili cretese e costantinopolitano che hanno attraversato l'Egeo per secoli, arricchendo un'isola altrimenti nota soprattutto per il suo marmo e i suoi porti.

Kolymbithres, le rocce scolpite dal vento

A pochi chilometri a ovest del paese si trova una delle spiagge più singolari delle Cicladi: Kolymbithres, il cui nome significa letteralmente 'vasche', deve la sua fama a enormi massi di granito levigati dall'erosione eolica e marina, che disegnano insenature naturali di sabbia chiarissima e acqua bassa e trasparente, ideali anche per le famiglie con bambini. La spiaggia è raggiungibile in auto, in autobus o con un breve tragitto in caicco dal porto di Naousa, un'opzione particolarmente suggestiva che permette di ammirare la costa frastagliata da un altro punto di vista.

Lageri e Santa Maria: il mare turchese a est

Sul versante orientale del golfo si susseguono le spiagge di Lageri e Santa Maria, meno scenografiche dal punto di vista geologico ma amatissime per i fondali sabbiosi e le acque dai colori che virano dal turchese allo smeraldo. Santa Maria, in particolare, è diventata negli ultimi decenni un punto di riferimento per gli sport acquatici, grazie ai venti costanti che soffiano nel golfo di Naousa e che la rendono una delle località più apprezzate dell'Egeo per il windsurf e il kitesurf, affiancando così l'anima balneare più tranquilla a quella più sportiva e dinamica.

L'entroterra e i villaggi di marmo

Alle spalle di Naousa il paesaggio cambia rapidamente: colline terrazzate coltivate a vite e ulivo, mulini a vento abbandonati sui crinali e villaggi di pietra che raccontano un'altra Paros, più rurale e silenziosa. Lefkes, l'antica capitale dell'isola arroccata a mezza costa per sfuggire alle incursioni piratesche, conserva un impianto medievale intatto e una delle chiese più belle delle Cicladi. Marathi, con le sue cave di marmo sfruttate fin dall'antichità e utilizzate anche per celebri sculture come la Venere di Milo, testimonia una vocazione estrattiva che ha reso famosa Paros in tutto il Mediterraneo.

Sapori di mare e cucina cicladica

La cucina di Naousa ruota attorno al pescato del giorno: polpo essiccato al sole e poi grigliato, gavros marinato, aragoste alla brace nelle taverne che si affacciano direttamente sul molo. A questo si affiancano i prodotti dell'entroterra pariano, come i formaggi di capra, il miele di timo e i vini locali ottenuti da vitigni autoctoni come il monemvasia e il mandilaria. Non mancano i dolci tradizionali a base di mandorle e miele, spesso serviti a fine pasto insieme a un bicchiere di souma, il distillato locale simile alla grappa, prodotto artigianalmente in molte famiglie dell'isola.

La festa di Agios Ioannis e la rievocazione navale

Il momento più identitario dell'anno resta la festa patronale del 28-29 agosto, quando il porto rievoca la battaglia contro i pirati con barche incendiate, spari a salve e una processione che attraversa l'intero paese al ritmo della banda locale. La serata si conclude tradizionalmente con danze popolari nella piazza principale e con la degustazione di piatti a base di pesce offerti alla comunità, in un evento che richiama residenti ed emigrati tornati apposta dall'estero, oltre a un numero crescente di visitatori attratti dalla forza scenografica del rito.

Vita notturna e atmosfera cosmopolita

Dagli anni Novanta Naousa ha vissuto una trasformazione profonda, passando da villaggio di pescatori a meta ricercata dal jet set internazionale senza però snaturare il proprio impianto urbano. Attorno al porto vecchio si concentrano bar, ristoranti stellati e locali che restano aperti fino all'alba durante l'alta stagione, mentre le vie del centro storico ospitano boutique di design e gallerie d'arte. Questa doppia anima, popolare di giorno e mondana di notte, convive senza stridere, complice il rispetto quasi religioso che gli abitanti mantengono per l'architettura e i ritmi tradizionali del borgo.

Quando andare

La stagione migliore per visitare Naousa va da fine maggio a metà ottobre, quando il clima è stabile e la maggior parte dei ristoranti e delle strutture ricettive sono aperti. Luglio e agosto regalano le giornate più calde e la vita notturna più intensa, ma anche il massimo affollamento e i prezzi più alti; per chi cerca un'atmosfera più tranquilla, conservando comunque il mare balneabile, i mesi di giugno e settembre rappresentano il compromesso ideale. In inverno il paese si svuota quasi completamente e molte attività chiudono, ma chi ama i luoghi fuori stagione può ancora apprezzare l'autenticità del borgo dei pescatori.

  • Passeggiare al tramonto lungo il molo del porto vecchio, tra le barche di legno colorato
  • Nuotare tra le formazioni granitiche di Kolymbithres
  • Raggiungere Santa Maria in caicco per provare windsurf o kitesurf
  • Cenare a base di pesce fresco in una taverna sul molo
  • Salire al villaggio di Lefkes tra i mulini a vento e le stradine di marmo
  • Assistere alla festa patronale di fine agosto con la rievocazione navale
  • Visitare le cave di marmo di Marathi, fonte della celebre pietra pariana
  • Fare shopping tra le boutique e le botteghe artigiane del centro storico

FAQ

Come si arriva a Naousa da Atene?
Il modo più comune è prendere un traghetto o un ferry veloce da Atene (porto del Pireo) fino a Parikia, il capoluogo di Paros, e da lì proseguire in autobus o taxi per circa 10 km fino a Naousa. In alternativa si può volare da Atene all'aeroporto di Paros e poi spostarsi in auto o bus.
Quanti giorni servono per visitare Naousa e dintorni?
Due o tre giorni permettono di godersi il borgo, le spiagge principali (Kolymbithres, Santa Maria, Lageri) e una gita ai villaggi dell'entroterra come Lefkes; per un soggiorno più rilassato, con tempo anche per le isole vicine come Antiparos, si consiglia una settimana.
Dove si parcheggia a Naousa in alta stagione?
Il centro storico è pedonale, quindi conviene lasciare l'auto nei parcheggi pubblici situati alle porte del paese, vicino al porto nuovo o lungo la strada principale d'ingresso, e proseguire a piedi verso il porto vecchio.
Naousa è adatta alle famiglie con bambini?
Sì: la spiaggia di Kolymbithres, con le sue acque basse e riparate tra le rocce, è particolarmente indicata per i bambini piccoli, mentre il centro pedonale del borgo permette di muoversi in sicurezza a piedi.
Cosa vedere a Naousa in un solo giorno?
Con una giornata a disposizione conviene concentrarsi sul porto vecchio e i resti del castello veneziano, una passeggiata nei vicoli bianchi del centro storico e un bagno a Kolymbithres o Santa Maria nel pomeriggio.
Naousa è adatta anche agli animali domestici?
Molte taverne e caffè del porto accolgono cani al guinzaglio negli spazi esterni; le spiagge dell'area, salvo tratti organizzati a pagamento, sono generalmente accessibili anche agli animali fuori dai mesi di massima affluenza.

Getting there

By air
  • Aeroporto di Paros (PAS) - circa 10 km da Naousa
  • Aeroporto Internazionale di Atene - collegamento via traghetto o volo interno per Paros
By car
  • Naousa è collegata a Parikia e al resto dell'isola da una strada asfaltata di circa 10 km; in alta stagione è attivo un servizio di autobus KTEL frequente tra Parikia, Naousa e le principali spiagge.
Tip
  • In alta stagione prenotare con largo anticipo traghetti e alloggi: i collegamenti verso Paros sono molto richiesti da luglio a fine agosto e i prezzi dei ferry veloci variano sensibilmente a seconda della compagnia e dell'orario.

Perfect for

Mare

Spiagge dalle acque cristalline, dalle rocce scolpite di Kolymbithres alle onde di Santa Maria per gli sport velici.

Storia

Un porto che porta i segni delle dominazioni veneziana e ottomana, con il castello sommerso e la festa che rievoca la lotta ai pirati.

Gastronomia

Taverne sul molo, pesce fresco, formaggi di capra e distillati artigianali come la souma.

Vita notturna

Bar e locali animano il porto vecchio fino a tarda notte in una delle mete più mondane delle Cicladi.

Natura

Un entroterra di vigneti, mulini a vento e villaggi di marmo come Lefkes, a pochi minuti dal mare.

To see

Da vedere a Naousa