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Chiesa dei Santi Nicolo e Cataldo e Monastero degli Olivetani
Lecce
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Alle porte della citta e oltre le colonne sormontate dall'evocativa scritta 'Per la pace delle umane ossa risorgiture' che aprono il Cimitero, Lecce nasconde una delle sue chiese piu belle ma meno conosciute. Fu Tancredi, normanno conte di Lecce e futuro sovrano di Sicilia, a disporre la costruzione della Chiesa dei Santi Nicolo e Cataldo intorno al 1170. Lineamenti medievali disegnano il campanile a vela e il rosone che guarda al cimitero cittadino, gli archetti pensili e la cupola giocano con le curve e la meridiana piega la sua ombra al passaggio del tempo. I secoli si confondono all'interno, dove riposa il letterato leccese Ascanio Grandi e l'ellisse della cupola, con l'incoronazione della Vergine e il transito del corpo, raccoglie la luce sui pilastri quadrilobati, gli altari barocchi attribuiti a Mauro Manieri, accolgono le tele del napoletano Giovan Battista Lama. All'esterno, dove oggi ha sede l'Universita del Salento, i chiostri cinquecenteschi del Monastero degli Olivetani conservano stralci di affreschi, come l'effigie di San Nicola datata al 1180, e il bel pozzo baldacchino dalle colonne salomoniche che parla un linguaggio acquatico e divino con Nettuno, Anfitrite e Galatea.
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