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Edificata per volere di Carlo II d'Angio, la Chiesa di San Domenico e stata costruita con materiale ricavato dai fondaci arabi abbandonati dai saraceni, cacciati da Lucera nel Trecento e fin dal Quattrocento e stata un importante centro di ricerca teologica e artistica. In origine in stile gotico-angioino, la chiesa e stata marcatamente modificata nel Settecento e riconvertita in un sontuoso barocco, come testimoniano l'aggiunta di otto cappelle marmoree, i ricchi elementi decorativi, ma soprattutto l'originale facciata a scacchiera, dove e incastonato il portale con lo stemma domenicano. L'interno a navata unica si arricchisce di numerose nicchie laterali, che accolgono i preziosi altari. Il muro laterale sinistro e scandito da eleganti monofore, dove padroneggia lo stemma angioino. Al lato destro e sorta nel Cinquecento una cappella con tetto a cupola, con accesso all'oratorio dedicato alla Vergine del Rosario. La chiesa era affiancata da un convento che ospitava i monaci dell'ordine domenicano, confiscato dallo Stato italiano con l'avvento dell'Unita d'Italia e adibito a caserma dei carabinieri. La chiesa di San Domenico e ritornata al suo antico splendore con gli ultimi restauri del 1999 che hanno consentito la riapertura al culto dopo la chiusura determinata dal sisma del novembre 1980.
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