Dhrios
Δρυός, in greco antico «il luogo delle querce»: è da questo nome, sopravvissuto quasi intatto nei millenni, che si intuisce come d...
Updated 8 korrik 2026
This season · Korrik · Summer
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The story
The story of Dhrios
Dalle querce ai pini: origini di un nome
Il toponimo Dhrios deriva dal greco antico drys, la quercia, e racconta di una vegetazione che nei secoli è quasi scomparsa, sostituita dalla pineta mediterranea che oggi caratterizza il litorale. La zona occupa la fascia sudorientale di Paros, dove la costa si abbassa in una successione di calette sabbiose riparate dal maestrale grazie all'orientamento verso sud. Fin dall'antichità l'area fu terrazzata per la coltivazione di ulivi, viti e cereali, un'agricoltura di sussistenza che ha modellato i pendii con i tipici muretti a secco cicladici, ancora visibili lungo i sentieri che salgono verso l'entroterra. Il nome è rimasto legato al villaggio anche quando, con il turismo balneare del secondo Novecento, la vocazione del luogo è cambiata radicalmente.
Cicladi tra civiltà del bronzo, marmo e dominazioni

Paros fu abitata fin dal III millennio a.C. dalla civiltà cicladica, che su quest'isola trovò una delle sue espressioni più raffinate grazie alla disponibilità di marmo pregiato. In epoca arcaica e classica la città-stato di Paros divenne potente e ricca proprio grazie all'esportazione della pietra, tanto da fondare colonie come Taso e da entrare, talvolta in conflitto, nell'orbita ateniese durante la lega delio-attica. Seguirono il dominio romano, la lunga parentesi bizantina e, dal 1207, l'annessione al Ducato di Nasso creato dal veneziano Marco Sanudo, che segnò secoli di presenza latina nelle Cicladi. Con la conquista ottomana del 1537 l'isola passò sotto il controllo turco, mantenendo tuttavia una certa autonomia amministrativa, fino all'ingresso nel nuovo Stato greco dopo la guerra d'indipendenza degli anni 1820 e il trattato del 1832.
Il paesaggio: pineta, dune e coste basse
Il tratto di costa attorno a Dhrios alterna spiagge di sabbia dorata a piccoli promontori rocciosi coperti di macchia mediterranea, in un susseguirsi di insenature che rende la zona ideale per chi cerca calette meno frequentate. La pineta che costeggia l'arenile principale non è un capriccio scenografico ma una risorsa concreta: protegge dal vento, offre ombra nelle ore più calde e crea un microclima gradevole anche in piena estate. Alle spalle della costa, il paesaggio sale in dolci colline terrazzate, punteggiate da mulini a vento, piccole cappelle bianche e vigneti che producono ancora oggi vini locali di carattere. La luce cicladica, netta e tersa, esalta il contrasto fra l'azzurro del mare Egeo e il bianco della pietra calcarea.
La spiaggia di Dhrios

La spiaggia di Dhrios è considerata una delle più belle e regolari di Paros: quasi un chilometro di sabbia fine, acque basse e trasparenti che degradano dolcemente, perfette per le famiglie con bambini piccoli. La pineta che la costeggia offre ombra naturale a pochi passi dall'acqua, un'alternativa gradita ai teli stesi sotto il sole cocente di luglio e agosto. Per decenni il tratto meridionale dell'arenile è stato meta informale di campeggiatori liberi ed escursionisti alla ricerca di un contatto più diretto con la natura, tradizione oggi regolamentata ma ancora percepibile nell'atmosfera rilassata del posto. Il fondale poco profondo e la buona esposizione ai venti settentrionali attirano anche gli appassionati di windsurf e kitesurf nei mesi centrali dell'estate.
Aliki, il porto dei pescatori
A pochi minuti da Dhrios, il villaggio di Aliki conserva l'anima di un piccolo porto peschereccio, con barche colorate ormeggiate lungo il molo e taverne che ogni sera servono il pescato del giorno. Il nome deriva dalle antiche saline che un tempo occupavano la zona paludosa retrostante, oggi in gran parte prosciugata. Aliki è anche la porta d'accesso più comoda alla zona, trovandosi a pochissima distanza dall'aeroporto dell'isola, il che la rende un punto di riferimento pratico oltre che pittoresco. Il piccolo museo etnografico allestito in un'antica casa del villaggio racconta la vita contadina e marinara di Paros prima del turismo, con abiti tradizionali, attrezzi da lavoro e ricostruzioni di interni domestici cicladici.
Marpissa e i mulini a vento

Salendo dall'entroterra si incontra Marpissa, uno dei villaggi più autentici e meno turistici di Paros, costruito ad anfiteatro su un pendio con vicoli stretti pensati per proteggere dal vento e dagli sguardi dei pirati. I mulini a vento, alcuni restaurati e ancora con le vele in tessuto, segnano il profilo del paese e ricordano l'economia agricola che per secoli ha macinato il grano delle campagne circostanti. Poco sopra l'abitato, sulla collina di Kefalos, si trova il monastero fortificato di Agios Antonios, oggi in gran parte in rovina ma con una vista che spazia sull'intera costa sudorientale dell'isola fino ad Antiparos: un luogo di raccoglimento silenzioso, raggiungibile con una breve passeggiata.
Lefkes, l'antica capitale d'altura
Arroccata a circa 250 metri sul livello del mare, Lefkes fu per secoli la capitale di Paros: la posizione interna, lontana dalla costa e dagli sbarchi dei predoni ottomani e barbareschi, garantiva una sicurezza che i villaggi marittimi non potevano offrire. Il paese conserva un impianto urbanistico tipicamente cicladico, con strade pavimentate in marmo bianco, archi, cortili interni e la grande chiesa della Santissima Trinità che domina la piazza principale. Da Lefkes parte anche il tratto più bello e meglio conservato dell'antica via bizantina che collegava i villaggi dell'interno, un percorso lastricato di pietra che attraversa uliveti e piccole cappelle fino a Prodromos e Marpissa, oggi percorribile a piedi in un paio d'ore.
Il marmo di Paros, materia che ha fatto la storia dell'arte

Il marmo pario, in particolare la varietà translucida nota come lychnites, è stato per secoli tra i materiali più ricercati del Mediterraneo: se ne servirono gli scultori per opere entrate nella storia dell'arte, dalla Venere di Milo all'Hermes attribuito a Prassitele, fino alla Nike di Samotracia. Le antiche cave, in particolare quelle sotterranee di Marathi, furono sfruttate con gallerie scavate nella roccia già in epoca classica e restarono attive fino all'Ottocento; oggi sono visitabili come sito archeologico industriale, con ingressi che si aprono come grotte nella collina. Il vicino villaggio di Marmara, il cui nome significa letteralmente marmo, ricorda ancora nell'abitato questa vocazione secolare alla lavorazione della pietra.
Tavola e tradizioni popolari
La cucina di questa parte di Paros riflette un'economia rurale e marinara insieme: la louza, carne di maiale marinata nel vino e speziata poi essiccata all'aria, è un salume tipico da gustare affettato sottile; il xinotyri e la xinomizithra sono formaggi di capra dal sapore acidulo, prodotti nelle piccole aziende dell'entroterra; il pesce fresco di Aliki accompagna quasi ogni cena estiva. Non manca la souma, un distillato locale simile alla grappa, spesso offerto a fine pasto insieme a dolci a base di miele e mandorle. Le feste patronali, i cosiddetti panighiria, animano i villaggi tra giugno e settembre con musica tradizionale suonata al violino e al laouto, danze in piazza e tavolate comuni davanti alle chiesette illuminate a festa.
- Bagno e passeggiata nella pineta della spiaggia di Dhrios
- Cena a base di pesce fresco nel porticciolo di Aliki
- Passeggiata serale tra i mulini a vento di Marpissa
- Trekking lungo l'antica via bizantina da Lefkes a Prodromos
- Visita alle cave di marmo sotterranee di Marathi
- Gita in barca o traghetto verso la vicina Antiparos
- Degustazione di louza e formaggi locali in una taverna di paese
- Salita al monastero di Agios Antonios sopra Marpissa per il tramonto
Quando andare e come vivere Dhrios

La stagione migliore va da giugno a settembre, con il picco della vita balneare in luglio e agosto, quando però il meltemi, il vento etesio che soffia da nord nell'Egeo, può farsi intenso e rendere il mare mosso su alcune spiagge esposte, pur regalando condizioni ideali agli sportivi del vento. Maggio e la seconda metà di settembre offrono un clima più mite, prezzi più contenuti e un ritmo di vita ancora più rilassato, con la campagna in fiore o le vigne pronte per la vendemmia. Per esplorare davvero la zona conviene noleggiare un'auto o uno scooter: la distanza fra la spiaggia, i villaggi dell'entroterra e il porto di Aliki è breve, ma i collegamenti pubblici restano limitati rispetto alle mete più turistiche dell'isola.
FAQ
Come si raggiunge Dhrios?
Qual è il periodo migliore per visitare Dhrios?
Cosa vedere in un giorno tra Dhrios e dintorni?
È una zona adatta alle famiglie con bambini?
Ci sono collegamenti comodi con Antiparos?
Dove si può parcheggiare vicino alla spiaggia?
Getting there
- Aeroporto di Paros (PAS), circa 6 km da Dhrios, con voli nazionali soprattutto nella stagione estiva
- Aeroporto Internazionale di Atene (ATH), collegato a Paros con traghetto da Pireo o volo interno
- Dhrios si raggiunge percorrendo la strada litoranea che collega Parikia, il porto principale dell'isola, alla costa sudorientale: circa 15-20 minuti d'auto passando per Aliki.
- In luglio e agosto il meltemi può causare ritardi o cancellazioni dei traghetti: meglio prenotare i collegamenti marittimi con anticipo e prevedere un margine di un giorno prima di eventuali coincidenze.
Perfect for
Una delle spiagge più lunghe e regolari di Paros, con fondali bassi e pineta ombreggiata sul retro dell'arenile.
Pinete, coste basse e colline terrazzate che regalano passeggiate ed escursioni lontano dalla folla.
Villaggi d'altura come Lefkes e Marpissa, nati per sfuggire ai pirati, e le antiche cave di marmo di Marathi.
Louza, formaggi di capra acidulo, pesce fresco di Aliki e il distillato locale souma da assaggiare in taverna.
Un'alternativa tranquilla alla vita notturna di Naoussa, ideale per chi cerca ritmi lenti e autenticità cicladica.
To see